Migranti a Venezia

OGGI SCIOPERO CONTRO IL DDL ALFANO

Posted in -- by nigi on 14 luglio 2009

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Un orrore che passerà alla storia

Posted in rassegna media by larafontani on 12 maggio 2009

foto di exper da Flickr (cc)

Sono arrivati. In anticipo rispetto alla data ufficiale del 15 maggio hanno sortito immediatamente gli “effetti” sperati. Si tratta dei pattugliamenti congiunti italo-libici nelle acque internazionali, accordati nel Trattato firmato da Italia e Libia nello scorso febbraio (leggi nostro post sull’argomento). Gli effetti, desiderati dal Governo Italiano, sono il blocco degli arrivi nella terraferma italiana degli immigrati. Fermarli in acque internazionali significa poterli rispedire subito da dove sono venuti. Ovvero? In Libia che, firmataria dell’accordo, accetta il rimpatrio di centinaia di migranti. Molti dei quali, una volta ritornati, saranno trattenuti nei centri di detenzione per mesi forse anche anni, senza che possano essere monitorate le condizioni di vita, mentre altri saranno nuovamente rimpatriati verso i paesi di origine.

“Meglio tardi che mai”, è il titolo di un post sul blog del film documentario “Come un un uomo sulla terra” (guarda il blog), che commenta l’improvviso interesse che i media hanno dimostrato sull’argomento. Sono invece molti i mesi in cui, le diverse organizzazioni non governative come Amnesty International, Human  Rights Watch, Medici Senza Frontiere, Save The Children, denunciano le violenze, le torture, le discriminazioni, le ingiustizie che i migranti africani subiscono da parte della polizia libica, e non solo. E nel frattempo il film documentario “Come un uomo sulla terra” ha continuato a girare per tutta l’Italia e anche per l’Europa, rendendo noto cosa accade a quei migranti che arrivano alle coste italiane.

E’ l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati…Dopo aver capito di essere stati riporatati in Libia, ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare niente, gli ordini erano quelli di riaccompagnarli in Libia e lo abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno.

questa è una parte della dichiarazione rilasciata da uno degli esecutori del respingimento del 6 maggio, che ha riportato la Repubblica in un articolo.

Questo è il nodo: la scelta di tenere verso gli immigrati in arrivo una posizione più o meno dura, compassionevole o cattiva, come ha teorizzato tempo fa Maroni, spetta a chi governa. Ed è giusto che sia così. La decisione di “fare di ogni erba un fascio”, rifiutare ogni distinzione e re­spingere chi arriva senza neppure concedergli, per dirla coi vescovi, almeno la possibilità di di­mostrare che ha diritto all’asilo, è però un’altra faccenda. Che non solo rinnega una storia piena di esuli politici (da Dante a Mazzini, da Garibaldi ai fratelli Rosselli a don Luigi Sturzo) ma, secon­do Laura Boldrini e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, fa a pezzi le regole vigenti poiché “tutti gli obblighi internazionali” e anche la legge italiana “vietano tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo.

questo è l’intervento di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera (vedi l’articolo).

Fortress Europe (guarda il blog) ci ricorda che già in passato l’Italia è stata richiamata e condannata dal Parlamento Europeo con la risoluzione su Lampedusa, rispetto alle deportazioni colletive in Libia di 1.500 migranti tra l’ottobre 2004 e il marzo 2005, in quanto “le espulsioni collettive di migranti dall’Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali”, in più la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato, non ha quindi un sistema di asilo e quindi non è un paese terzo sicuro.

Dal Ministro dell’Interno Maroni (vedi articolo sul sito del Ministero), invece, è arrivato subito un plauso per l’operazione definita di portata e di importanza storica, e una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina. Questa è stata una delle motivazioni del trattato italo-libico: accordarsi con la Libia per “cooperare” nella riduzione dell’immigrazione. L’Italia in questo modo si rende soltanto partecipe e corresponsabile di orribili violazioni dei diritti umani, come il diritto d’asilo, queste sì, di portata storica. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (vedi articolo sul sito dell’unhcr):

Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione. L’UNHCR esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio.

Sebbene non siano disponibili informazioni sulle nazionalità di origine dei migranti, si ritiene probabile che fra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale. Nel 2008 circa il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale (leggi il comunicato dell’Acnur).

E’ intervenuto di nuovo  anche il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg (vedi articolo su la repubblica), che già aveva ammonito l’Italia per il trattamento dei migranti nei centri di identificazione ed espulsioni e per la situazione quotidiana di razzismo istiuzionale (vedi nostro post sull’argomento), in questa circostanza definisce la politica dei respingimenti

Un’iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo […] evidentemente il governo italiano sta scegliendo la strada già intrapresa e scelta dall’Unione Europea.

Bisogna ricordare infatti che la Comunità Europea si è dotata di un’agenzia per la gestione della cooperazione operativa alle  frontiere esterne, FRONTEX. Il budget di Frontex (vedi pagina del sito) per il 2009 è di 83.250.000 €,  la Comuntà Europea partecipa per 80.000.000 €, mentre 45.150.000 € sono spesi per le “Operazioni di controllo dei confini marittimi, terrestri e aerei”. Sempre e solo controllo.

A questo punto ci chiediamo: possono le politiche di controllo dei confini passare sopra ai diritti umani, in questo caso dei migranti? La risposta è: non c’è nessuna ragione di stato, nessun ordine imperativo di sicurezza nazionale che può svincolare i paesi dall’osservanza degli obblighi internazionali.

Grazie a exper per la foto.

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Il rapporto tra i cittadini stranieri e l’assistenza socio sanitaria

Posted in eventi e incontri, venezia by enricabordignon on 12 febbraio 2009

piedi

Tema attualissimo per il convegno “I cittadini stranieri ed il loro rapporto con l’assistenza sanitaria e socio sanitaria, l’offerta dei servizi alla persona” promosso dalla Provincia e dalla Prefettura di Venezia con la collaborazione di Terre in Valigia Coop. Soc.

Il convegno si terrà venerdì 13 febbraio dalle ore 9.00, presso il Centro per la Disabilità Sensoriale della Provincia di Venezia, in via Ferrarese-località Gazzera a Mestre (Ve). Il programma della giornata prevede, dopo la presentazione del rapporto tra immigrazione e sanità nella realtà attuale, da parte di Ihor Fedorkia (Vicepresidente della Consulta Provinciale per l’Immigrazione di Venezia), una sessione mattutina dalle ore 9.00 alle 13.00, dedicata agli interventi da parte di: Salvatore Geraci (Responsabile dell’Area Sanitaria-Caritas di Roma), Riccardo Sommariva (Direttore della Questura di Venezia), Giampietro Rupolo (Direttore Regionale Direzione Piani e Programmi Socio Sanitari-Regione Veneto), Michele Moglio (Dirigente dei Servizi Sociali-Regione Veneto) e di Marino Costantini e Gianfranco Bonesso (Direzione Politiche Sociali-Comune di Venezia).

I relatori, con la moderazione di Sergio Frigo, spazieranno dall’attuale quadro normativo in materia di immigrazione, con riferimento all’accesso ai Servizi Socio Sanitari, ai rapporti fra legislazione nazionale e regolamentazione regionale, fino al diritto alla salute e alla cura degli immigrati e le problematiche e buone prassi del Comune di Venezia.

La sessione pomeridiana del convegno, dalle 14.00 alle 16.00, sarà invece dedicata a tre differenti workshop dedicati alle prassi specifiche: la tutela della maternità della donna straniera coordinato da Anna Furlan e Marina Solesin (Direzione dei Servizi Sociali e Consultorio Familiare-A.U.L.S.S. 10), la tutela dei minori stranieri coordinato da Francesca Rech (Ufficio di Protezione e Pubblica Tutela dei Minori) e infine la tutela del lavoratore straniero nei luoghi di lavoro coordinato da Flavio Valentini (Direttore del Dipartimento di Prevenzione-A.U.L.S.S. 13).

La restituzione dei risultati dei lavori dei gruppi sarà a cura di Ubaldo Scardellato (Direttore dei Servizi Sociali-A.U.L.S.S. 13), mentre il dibattito e le conclusioni saranno a cura di Salvatore Geraci e Rita Zanutel (Assessora alle Politiche Sociali della Provincia di Venezia).

Per i dettagli del programma e per le indicazioni per raggiungere la sede del convegno, clicca qui!

(Grazie a rinoplatania per la foto!)