Migranti a Venezia

Il virus del razzismo

Posted in eventi e incontri by Sarah on 9 marzo 2009

Solo dopo le votazioni della Camera sapremo se verrà approvato o meno l’ormai noto “pacchetto sicurezza”, il Ddl 733.

Fra i vari emendamenti ce n’è uno che ha scatenato numerose polemiche: è quello che prevede la soppressione dell’art. 35 del Testo Unico sull’immigrazione, che dispone il divieto di segnalazione dei migranti irregolari da parte del personale medico ed ospedaliero.

L’intera categoria medica e gran parte dei cittadini si stanno mobilitando affinché questo decreto non venga approvato anche alla Camera. Molte sono le iniziative per sensibilizzare la popolazione al riguardo; fra queste, vi segnaliamo:

DIRITTO ALLA SALUTE — IL VIRUS DEL RAZZISMO
Padova, mercoledì 11 marzo 2009, ore 21.00

presso la sede dell’Ass.ne Razzismo Stop
in via Gradenigo 8, quartiere Portello

L’incontro è promosso da RIGHTS NOW – DIRITTI ORA, sportello di consulenza per migranti con sede a Padova.

Interverranno come ospiti:

  • l’Avv. Marco Paggi — Progetto Melting Pot Europa
  • il Dott. Carlo Belloni — Medici Senza Frontiere, Italia
  • l’Avv. Mila Misciadri — Emergency, Padova
  • Sara Ferrari — Caritas Diocesana, Padova
Thanks to oceanoaloha for the picture!
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Riflessioni dal convegno “Salute e popolazioni migranti”

Posted in eventi e incontri by larafontani on 5 marzo 2009

l'attesa foto di bubuchia da Flickr (cc)

Presentiamo qui una breve relazione del convegno “Salute e popolazioni migranti”, tenutosi lo scorso sabato 28 febbraio a Treviso. Possiamo affermare, in guisa di bilancio, che si è trattato di una bella ed emozionante iniziativa.

La volontà degli organizzatori è stata, prima di tutto, di informare sia la cittadinanza italiana che quella immigrata sul tema della salute nel contesto migratorio; nonché di confrontare le opinioni e le pratiche tra le associazioni di migranti, gli operatori del settore sanitario, le ASL della provincia di Treviso e i medici di base. Come afferma Gianni Rasera, presidente di I Care, i rappresentanti politici non sono volutamente stati invitati perché si è sentita la necessità, prima, di un confronto aperto e disteso sul tema.

Gli interventi dei referenti delle associazioni di migranti hanno evidenziato non solo l’assurdità  dell’emendamento sull’abolizione del divieto di segnalazione, contenuto nel Ddl 733, ma anche il bisogno di intervenire nel servizio sanitario nazionale con lo strumento della mediazione linguistico-culturale — un bisogno non solo di traduzione del linguaggio medico specialistico al paziente straniero, ma anche di mediazione nella relazione medico-paziente. Si è parlato inoltre del bisogno di formazione del personale sanitario, per evitare fraintendimenti, e per comprendere fino in fondo i problemi di salute di chi proviene da altre culture.

Tamara Pozdnyakova, presidente di Ucraina più, ha portato l’attenzione sulla condizione delle donne impegnate nel lavoro di cura ed assistenza agli anziani: quando trovano il tempo per la propria salute? Le collaboratrici domestiche sono una categoria molto debole, perché spesso diventano “donne multiuso” (da  badanti a infermiere, a giardiniere, ecc.) e quando non servono più “vengono gettate”.

Il Dott. Aldo Morrone, direttore dell’Istituto nazionale per la salute dei migranti, che ha aperto i lavori della giornata, ha tenuto a riportare la sua attività di “medico dei poveri” all’ospedale S. Gallicano di Roma e le sue passate esperienze in paesi dilaniati dalla guerra, come Eritrea ed Etiopia. Il dottore ha chiamato in causa l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha definito la povertà una malattia: non uno dei fattori o dei condizionamenti della malattia, ma la malattia stessa.

Rispetto all’emendamento, tutti gli intervenuti sono stati d’accordo nel definirlo anticostituzionale e antidemocratico, e i rappresentanti del mondo sanitario (l’Ordine dei medici di Treviso, le Asl, l’Accademia medico-giuridica delle Venezie, la Federazione italiana Medici Medicina Generale) hanno ribadito che nessun medico potrà denunciare una persona clandestina, dal momento che il codice deontologico parla molto chiaro in proposito.

La Dott.ssa Anna Pupo, responsabile del reparto malattie infettive del Servizio Igiene e Salute Pubblica del ULSS 9, ha fatto sapere che da Ottobre è attivo anche in Veneto un GRiS (Gruppo immigrazione e salute), che è un braccio regionale della SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, i cui obiettivi sono:

Essere un luogo d’informazione in particolare sugli aspetti normativi nazionali e locali, sulle iniziative intraprese e sugli ambiti assistenziali attivati; essere un luogo di “messa in rete” di competenze e risorse sia di tipo assistenziali sia formative ed, infine, essere propositivi in termini politico-organizzativi individuando aree critiche ed eventuali percorsi di tutela.

L’intervento di chiusura della giornata è spettato nuovamente al Dott. Aldo Morrone, il quale ha affermato che “bisogna seminare certezze” e che non è assolutamente necessario puntare la discussione sul rischio biologico, come spinge a fare l’emendamento, perché in questo modo si incentiva ancora di più la paura e il sospetto nei confronti della popolazione migrante.

Thanks to bubuchia for the picture!

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Il dibattito continua: SALUTE E POPOLAZIONI MIGRANTI

Posted in eventi e incontri by enricabordignon on 26 febbraio 2009

foto di paolo màrgari da Flickr (cc)

Il dibattito continua, questa volta a Treviso, con un convegno dal titolo: SALUTE E POPOLAZIONI MIGRANTI che si terrà sabato 28 febbraio, dalle 9.00 alle 13.00.

Promosso dall’Accademia Medico Giuridica delle Venezie Onlus, dal Coordinamento Cittadinanza Attiva della Marca Trevigiana e con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Treviso, il convegno vuole approfondire la problematica del rapporto tra immigrazione e salute con particolare riferimento alla situazione attuale, attraverso il punto di vista degli immigrati e interventi in tema di tutela della salute, mediazione linguistico-culturale negli ospedali, servizi offerti dalle ULSS, ruolo dei medici, infortuni sul lavoro e malattie professionali. Per concludere, una tavola rotonda con dibattito sul tema, salute diritto non negoziabile.

La sede del convegno è l’Auditorium Santa Croce Umanesimo Latino in Piazza dell’Università a Treviso. Per il programma dettagliato con i nomi di tutti i relatori e promotori del convegno ecco il depliant, per informazioni contattate l’Associazione I Care Onlus:  0422 435622, 348 1504530, info@icaretreviso.org

Grazie a paolo màrgari per la foto!

Il rapporto tra i cittadini stranieri e l’assistenza socio sanitaria

Posted in eventi e incontri, venezia by enricabordignon on 12 febbraio 2009

piedi

Tema attualissimo per il convegno “I cittadini stranieri ed il loro rapporto con l’assistenza sanitaria e socio sanitaria, l’offerta dei servizi alla persona” promosso dalla Provincia e dalla Prefettura di Venezia con la collaborazione di Terre in Valigia Coop. Soc.

Il convegno si terrà venerdì 13 febbraio dalle ore 9.00, presso il Centro per la Disabilità Sensoriale della Provincia di Venezia, in via Ferrarese-località Gazzera a Mestre (Ve). Il programma della giornata prevede, dopo la presentazione del rapporto tra immigrazione e sanità nella realtà attuale, da parte di Ihor Fedorkia (Vicepresidente della Consulta Provinciale per l’Immigrazione di Venezia), una sessione mattutina dalle ore 9.00 alle 13.00, dedicata agli interventi da parte di: Salvatore Geraci (Responsabile dell’Area Sanitaria-Caritas di Roma), Riccardo Sommariva (Direttore della Questura di Venezia), Giampietro Rupolo (Direttore Regionale Direzione Piani e Programmi Socio Sanitari-Regione Veneto), Michele Moglio (Dirigente dei Servizi Sociali-Regione Veneto) e di Marino Costantini e Gianfranco Bonesso (Direzione Politiche Sociali-Comune di Venezia).

I relatori, con la moderazione di Sergio Frigo, spazieranno dall’attuale quadro normativo in materia di immigrazione, con riferimento all’accesso ai Servizi Socio Sanitari, ai rapporti fra legislazione nazionale e regolamentazione regionale, fino al diritto alla salute e alla cura degli immigrati e le problematiche e buone prassi del Comune di Venezia.

La sessione pomeridiana del convegno, dalle 14.00 alle 16.00, sarà invece dedicata a tre differenti workshop dedicati alle prassi specifiche: la tutela della maternità della donna straniera coordinato da Anna Furlan e Marina Solesin (Direzione dei Servizi Sociali e Consultorio Familiare-A.U.L.S.S. 10), la tutela dei minori stranieri coordinato da Francesca Rech (Ufficio di Protezione e Pubblica Tutela dei Minori) e infine la tutela del lavoratore straniero nei luoghi di lavoro coordinato da Flavio Valentini (Direttore del Dipartimento di Prevenzione-A.U.L.S.S. 13).

La restituzione dei risultati dei lavori dei gruppi sarà a cura di Ubaldo Scardellato (Direttore dei Servizi Sociali-A.U.L.S.S. 13), mentre il dibattito e le conclusioni saranno a cura di Salvatore Geraci e Rita Zanutel (Assessora alle Politiche Sociali della Provincia di Venezia).

Per i dettagli del programma e per le indicazioni per raggiungere la sede del convegno, clicca qui!

(Grazie a rinoplatania per la foto!)

Appello al divieto di segnalazione

Posted in notizie by Redazione on 2 febbraio 2009

Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

L’attuale Testo Unico sull’Immigrazione (Decreto Legislativo 286 del 1998) prevede che «l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Il rischio di essere segnalato creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri – con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati – e ripercussioni sulla salute collettiva – con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.

La cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre un’impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…).

MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la società civile a sottoscrivere l’appello ai Senatori (…).