Migranti a Venezia

Genera/Azioni

Posted in eventi e incontri, notizie, venezia by enricabordignon on 4 maggio 2009

foto di [Haring] da Flickr (cc)

Segnaliamo che nel pomeriggio di domani, martedì 5 maggio, si terrà il seminario “Seconde generazioni: momenti e strumenti di conoscenza”.

Con la conduzione di Gianfranco Bonesso (Responsabile del Servizio Immigrazione del Comune di Venezia) interverranno: Marvi Maroni del Progetto Riflessi (Genitorialità), che parlerà dello strumento dei Focus e della ricerca sui giovani di seconda generazione; Annalisa Frisina, che parlerà del Photovoice come strumento di conoscenza e intervento; infine, interverrà Margherita Brondino rispetto all’utilizzo dello strumento del Teatro-Forum al fine della ricerca e della conoscenza. Seguirà un dibattito. Questo seminario sarà il primo di tre incontri sulle seconde generazioni organizzati dal Servizio Immigrazione nell’ambito del progetto Genera/Azioni

L’appuntamento è a Mestre, alla Sala Sistina del Laurentianum (in Piazza Ferretto), dalle 15.00 alle 19.00. Si prega di confermare la propria presenza all’indirizzo mail: cittadinistranieri@comune.venezia.it.

Grazie a [Haring] per la foto!

Il Rapporto Hammarberg

Posted in diritto d'asilo, notizie by larafontani on 20 aprile 2009

Thomas Hammarberg

Giovedì scorso, il 16 aprile, è stato pubblicato il rapporto di Thomas Hammarberg, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, sull’Italia (è possibile leggere il comunicato stampa del Consiglio, in italiano, e il testo integrale del rapporto, in inglese). Il rapporto (il secondo in meno di un anno) fa seguito alla visita che il commissario ha fatto nel nostro Paese tra il 13 e il 15 gennaio 2009, per verificare il rispetto dei diritti umani nei confronti di migranti e minoranze. Per l’occasione, il commissario Hammarberg ha visitato personalmente i luoghi più critici, come il Cie di Lampedusa, e ascoltato rappresentanti sia del Governo che delle autorità locali, come anche persone delle organizzazioni non governative.

Il responso? «Deep concern», profonda preoccupazione: è questo l’esito dell’esame, soprattutto per quanto riguarda le condizioni dei migranti che arrivano in Italia senza documenti, trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione, ma anche il trattamento di Rom e Sinti. Una grave violazione attestata è quella dei rimpatri forzati in Paesi nei quali è stata accertata la pratica strutturata della tortura. Oltre al centro di Lampeusa, esaminato nel rapporto, noi ricordiamo anche la situazione attuale al porto di Venezia, la frontiera del Nord-Est che non spicca certo per il rispetto dei diritti umani (vedi nostro post sull’argomento) e dove sono numerosi i respingimenti verso Paesi, come la Grecia, che impunemente calpestano i diritti di potenziali richiedenti asilo.

Nel rapporto non mancano critiche agli ultimi provvedimenti del governo. Nell’articolo di Repubblica.it si legge:

«La criminalizzazione dell’immigrazione irregolare è una misura sproporzionata che va oltre gli interessi legittimi di uno stato a tenere sotto controllo i propri confini, una misura che erode gli standard legali internazionali», spiega Hammarberg, avvertendo che una simile politica finisce per provocare «ulteriore stigmatizzazione ed emarginazione dei migranti, nonostante la maggioranza di questi contribuisca allo sviluppo degli stati e delle società europee». Pertanto rivolge la richiesta al governo di «rivedere le parti della nuova normativa che sollevano serie questioni di compatibilità con gli standard dei diritti umani».

Inoltre, come si legge su Corriere.it, il commissario Hammarberg afferma:

«d’essere particolarmente preoccupato dai resoconti che continuano a evidenziare una tendenza al razzismo e alla xenofobia, che occasionalmente sfocia in atti estremamente violenti, rivolti principalmente contro immigrati, Rom e Sinti o cittadini italiani con origini straniere, anche in ambito sportivo».

Staremo a vedere come il Governo recepirà — se recepirà — le indicazioni e gli ammonimenti giunti da Strasburgo.

In libera circolazione

Posted in notizie by francescavecchiato on 11 aprile 2009

"Ellisse" di loungerie su Flickr (cc)

L’immigrazione è un fenomeno sempre più diffuso e sempre più europeo. La libera circolazione all’interno dell’Unione, uno dei capisaldi dell’Europa, obbliga ad affrontare la questione a livello comunitario. Il Parlamento europeo da tempo si occupa di temi caldi: dalla lotta all’immigrazione “clandestina” alle sanzioni contro i datori di lavoro che sfruttano gli irregolari, dalle regole per i rimpatri alla gestione dei lavoratori stranieri qualificati, passando per le delicate questioni culturali. Dappertutto in Europa quando si parla di immigrazione si apre la polemica: che cosa ha fatto e cosa dovrebbe fare l’Europa per rispondere alle preoccupazioni dei cittadini europei e per tutelare i diritti dei migranti?

Lo scorso 2 aprile sono stati approvati dal Parlamento europeo, riunito a Bruxelles, il rapporto sulla libera circolazione all’interno dell’Unione europea e l’attesa Direttiva contro tutte le discriminazioni. I due documenti sono di grande importanza e possono essere considerati delle nuove pietre angolare nel processo di integrazione comunitaria: il primo costituisce un necessario chiarimento dei punti meno chiari della Direttiva 2004/38/CE, già in vigore da tempo ma non sempre applicata coerentemente dai Governi degli Stati membri; la Direttiva contro tutte le discriminazioni, invece, si propone — come leggiamo dal testo introduttivo della sessione del Parlamento europeo (vedi link sopra) — di «rendere effettivo il principio di parità di trattamento in campi diversi dall’occupazione».

Come dichiarano gli europarlamentari Gianni Pittella e Maria Grazia Pagano sul sito di EveryOne, la Direttiva è molto importante in quanto

per la prima volta  si tutelano i cittadini UE di fronte ad ogni sorta di discriminazione (per religione, disabilità, età, orientamento sessuale) e in tutti gli ambiti della propria vita, non limitandosi a quello lavorativo.

Quanto alla votazione del rapporto sulla libera circolazione, essa si è resa necessaria per chiarire alcuni punti controversi della Direttiva 2004/38/CE (che regolamentò, cinque anni fa, la libera circolazione dei cittadini comunitari negli Stati membri), dal momento che nessuno dei paesi UE aveva finora trasposto completamente e correttamente la normativa. Questa disomogeneità legislativa ha reso possibili episodi di espulsione motivati da ragioni non direttamente legate alla responsabilità individuale — pratiche che, in seguito a questo voto del Parlamento europeo, non dovrebbero più avere luogo.

Scrivono a questo proposito Pittella e Pagano nello stesso articolo:

Quello che dovrebbe essere uno dei pilastri dell’integrazione europea, ovvero la possibilità di vivere e lavorare in un altro paese comunitario, è ancora soggetto a troppe eccezioni e ostacoli da parte di troppi stati membri. (…)
Il Parlamento chiede quindi di definire orientamenti comuni sui motivi che giustificano l’allontanamento di un cittadino UE (risorse minime, onere eccessivo per l’assistenza sociale e ordine pubblico), sulla libera circolazione delle coppie omosessuali e di eliminare gli oneri amministrativi ingiustificati.

Ora spetta agli Stati membri applicare correttamente quanto è stato deciso a Bruxelles. Ci auguriamo che ciò avvenga rapidamente e senza ambiguità di sorta.

Qui sopra, una veduta del Parlamento europeo di Strasburgo.
La foto è di loungerie (pubblicata su Flickr con licenza Creative Commons). Grazie!

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Senza voto ronde e Cie

Posted in notizie by enricabordignon on 9 aprile 2009

"amore e odio" di Mo- da Flickr (cc)

I due aspetti del decreto che più hanno fatto discutere in questo periodo: le ronde e l’aumento del periodo di detenzione nei Cie (vedi nostri post sulle ronde e sul decreto) scompaiono dal testo di legge che ieri alla Camera ha ricevuto 397 voti favorevoli e sei contrari. Sono questi gli effetti di uno scrutinio segreto che ha approvato gli emendamenti del Pd e dell’Udc che sopprimono l’articolo 5 che prevedeva la detenzione fino a sei mesi degli immigrati trasportati nei Centri di identificazione.

Secondo il ministro Maroni (vedi articolo del Corriere della Sera), la bocciatura «mette in discussione tutto l’impianto delle politiche di contrasto all’immigrazione. Oggi è una bella giornata per i 1.038 clandestini che il 26 aprile torneranno in libertà. Chiederò chiarimenti a Berlusconi e se intende reintrodurre la norma al Senato. Se non ci saranno queste garanzie, mi regolerò di conseguenza». La parte relativa alle ronde sarà in ogni caso inserita in un apposito disegno di legge in discussione dal 27 aprile. La decisione è arrivata dopo che l’ostruzionismo dell’opposizione aveva di fatto reso impossibile l’approvazione del decreto e costretto a un accordo. Per Casini si tratta di una “vittoria del Parlamento e della sua serietà”; ad altri sembra l’effetto di un eccessivo assenteismo nei banchi della maggioranza che, aggravato dall’abbandono dell’Aula da parte dei deputati della Lega arrabbiata per il “tradimento”, ha successivamente determinato l’approvazione di una mozione del Pd sulle banche e le fondazioni su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario (vedi articolo de La Repubblica).

Significativo un commento di N. Grigion di Progetto Melting Pot Europa (vedi articolo sul sito meltingpot.org): «Chi volesse guardare a questo scenario con gli occhi classici della politologia rischierebbe di impazzire. Chi prova a farlo con quelli dell’ideologia, di ritrovarsi in una visione fantasiosa». In altre parole, sembra a tutti gli effetti una nuova puntata a sorpresa della fiction tra Bossi e Berlusconi che fa tirare un sospiro di sollievo ad almeno 1.038 immigrati.

Grazie a Mo- per la foto.

Il Ministro Maroni: Arriva la raccolta punti-cittadinanza “L’Italia la Vinci!”

Posted in notizie, varie ed eventuali by Redazione on 1 aprile 2009

ATTENZIONE!

Questo articolo è un pesce d’aprile.
Tutto ciò che vi è affermato è palesemente falso.

Roberto Maroni

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato — in una conferenza stampa tenutasi al Viminale stamani, mercoledì 1° aprile — che un team di giuristi del suo gabinetto è da tempo al lavoro su un Decreto legge, la cui emanazione è prevista per il mese di giugno.

La notizia ha fatto subito scalpore, per via del suo contenuto a dir poco rivoluzionario: il Decreto in cantiere introdurrà una nuova modalità per l’ottenimento della cittadinanza italiana, che aprirà di fatto le porte del Bel Paese a centinaia di migliaia di persone immigrate costrette, finora, alle snervanti procedure di rinnovo del permesso di soggiorno.

L’iniziativa ha già un nome (e un logo: vedi qui sotto), “L’Italia la Vinci!” — facile e di dubbio gusto il richiamo al nome del grande Leonardo. Si tratta, in parole spicciole, di una raccolta punti, paragonabile a quelle che tutti noi conosciamo e che ci vengono proposte quotidianamente da supermercati, compagnie telefoniche, seggi elettorali.

Logo de "L'Italia la Vinci!"

L’idea alla base del nuovo progetto ministeriale è semplice: quale parametro migliore può stabilire il diritto di una persona a ricevere la cittadinanza del nostro paese, se non il suo grado di italianità? E che cosa può rivelare tale grado di italianità, meglio delle abitudini di consumo della persona in esame?

Ecco che la squadra di tecnici del Ministero ha elaborato una complessa tabella di equipollenze atta ad attribuire, per determinati tipi di beni acquistati o servizi fruiti, un certo numero di “punti-cittadinanza” (così chiamati dal Ministro durante la conferenza stampa, ma il nome è provvisorio). Tutto questo nell’ottica — comprensibilmente — di favorire il made in Italy e rilanciare, così, l’economia nazionale in questo periodo di crisi.

Facciamo alcuni esempi:

un pieno di benzina all’Agip >> 3 p.ti
25 kg di pasta italiana di marca (Barilla, Voiello, De Cecco, Garofalo, Jolly) >> 1 p.to
un elicottero militare Agusta >> 100 p.ti
un set da tifo azzurro bandana-maglietta-bandiera >> 20 p.ti
una pastasciutta al pomodoro (in uno dei 100 ristoranti convenzionati) >> 3 p.ti
una serenata all’amata in lingua italiana >> 5 p.ti
una serenata all’amata in lingua italiana con mandolino >> 10 p.ti
un anno di contributi all’INPS >> 1/2 p.to
una visita a Piazza San Pietro >> 300 p.ti

La soglia da raggiungere per l’ottenimento della cittadinanza, previa vidimazione del Presidente della Repubblica, sarà fissata, sembra, a 1.000 punti. Tuttavia, saranno presenti una serie di possibilità aggiuntive come il “pacchetto famiglia”, che consentirà di italianizzare fino a tre familiari con soli 2.000 punti; la “cittadinanza veloce”, per chi vuole diventare cittadino in pochi giorni (10.000 punti); e la “cittadinanza onoraria”, che per soli 100.000 punti consente di annettere all’Italia un intero paese o villaggio straniero (max 20.000 abitanti). Il Ministro Maroni ha tenuto a sottolineare che i punti non saranno cumulabili con quelli di altre promozioni, né cedibili; ancora non sono state chiarite, invece, le modalità di accreditamento degli stessi.

Con questa iniziativa dal forte contenuto d’innovazione il Governo intende risolvere, d’un sol colpo, l’annoso problema dell’ottenimento della cittadinanza, la piaga della cucina etnica, l’integrazione sociale nelle periferie e l’affermazione del marchio “Italia” in patria e nel mondo. Siamo certi che ci riuscirà.

Per approfondire, cliccate qui.

Bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti a basso reddito

Posted in notizie, venezia by enricabordignon on 15 marzo 2009

foto di aldoaldoz da Flickr (cc)

Si avvicina la scadenza del bonus straordinario previsto dal governo, rivolto alle famiglie, ai lavoratori, ai pensionati e ai non autosufficienti a basso reddito, per l’anno d’imposta 2007 e 2008. Il requisito richiesto è la residenza. I moduli per effettuare la domanda sono scaricabili dal sito dell’Agenzia delle Entrate e devono pervenire al datore di lavoro (o ente pensionistico) o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate competente entro queste date: 31 marzo (per le richieste al datore di lavoro o all’ente pensionistico per l’anno 2008), entro il 30 aprile (per le richieste all’agenzia delle entrate per l’anno 2007) ed entro il 31 giugno (per quelle relative al 2008).

Ecco i documenti da allegare alla richiesta:

  • dati del richiedente (Codice Fiscale),
  • composizione del nucleo familiare,
  • Codice Fiscale dei familiari a carico (sia del coniuge non a carico sia dei familiari non a carico),
  • reddito complessivo (CUD dell’anno di riferimento).

Il richiedente i cui componenti del nucleo familiare a carico sono residenti all’estero dovrà inoltre presentare:

  • documentazione originale rilasciata dal proprio Consolato, con traduzione in lingua italiana e osservazione della Prefettura;
  • documentazione con l'”apostille”, per chi arriva da Paesi che hanno sottoscritto la convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961;
  • documentazione rilasciata dal Paese di origine, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal consolato italiano.

Il bonus, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare, del reddito e della presenza di persone portatrici di handicap a carico, può avere un valore che va dai 200,00 ai 1.000,00 euro. Ci si può rivolgere a un patronato (INCA, CGIL, ACLI, INAS, CISL, UIL e CNA) per una consulenza o  per un aiuto per l’avvio della domanda. Per ulteriori dettagli e per l’elenco dei patronati a cui è possibile rivolgersi, guardate il volantino o visitate il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Grazie a aldoaldoz per la foto!

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Traduzioni della Costituzione Italiana: gara o collaborazione?

Posted in notizie, venezia by enricabordignon on 12 marzo 2009

firma della Costituzione Italiana

Il 24 febbraio scorso ha avuto un certo risalto sui media locali una notizia che poneva il Veneto alla ribalta in tema di “integrazione” con la traduzione della Costituzione Italiana in lingua araba. L’opera (così definita) è stata curata da Anci Sa (vedi articolo dalle notizie del sito di Anci Veneto) e pubblicizzata come “prima” assoluta in Italia.

In realtà basta navigare un po’ in internet per accorgersi come il Veneto sia, al momento, l’ultimo arrivato. L’iniziativa di offrire la Costituzione in diverse lingue non è fortunatamente una novità del 2009. Senza entrare nel merito della qualità delle diverse traduzioni effettuate, questa attività ha coinvolto negli ultimi anni molte associazioni in giro per l’Italia: il “Laboratorio per il Dialogo tra le Culture” di Tortona con la promozione della Prefettura di Alessandria, la Caritas diocesana di Agrigento in collaborazione con l’associazione “San Giuseppe Maria Tomasi”, il Comune di Firenze e l’Arci Bologna con il centro interculturale “Massimo Zonarelli”. Nel 2007 vengono distribuite 150mila copie della Costituzione tradotte in 9 lingue a Milano (vedi articolo del Corriere) mentre il 25 aprile 2008 a Lodi si legge la Costituzione in arabo in piazza (vedi articolo del Corriere). Nonostante emergano piccoli conflitti su chi ha avuto questa idea per primo (in particolare per la traduzione in arabo) si nota, per fortuna, un certo clima di collaborazione. Segnaliamo il sito del Comune di Firenze che rende disponibili on line le traduzioni della costituzione in otto lingue: inglese, francese, spagnolo, albanese, filippino, russo, cinese e arabo.

Ma la Costituzione in italiano, quella originale gli italiani madrelingua l’hanno letta? Il sito di radio 3 (che propone l’ascolto di un convegno organizzato dalla Società Dante Alighieri intitolato “Costituzione, Immigrazione e Integrazione” con la partecipazione del linguista Tullio De Mauro) riporta un sondaggio di Donna Moderna pubblicato il 19 febbraio 2009: il 50% degli italiani sostiene di non aver mai letto la Costituzione!

Emerge la necessità di agevolare la comprensione della Costituzione non solo agli immigrati. Si sente un gran bisogno di consapevolezza civica ad ogni livello e speriamo che le buone iniziative circolino libere dalla competizione in un’ottica collaborativa.

(Nella foto: firma della Costituzione Italiana)

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Il Boldù rischia la chiusura

Posted in eventi e incontri, notizie, venezia by fananna on 9 marzo 2009

manifestazione boldù

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

Italo Calvino

«Il Boldù è uno spazio culturale nato nel 2001 per reagire al piattume culturale di cui Venezia era portatrice non sana.» Così si presentano i ragazzi dell’associazione Sumo sul loro sito. A giudicare dal numero dei soci, dalle iniziative e dagli eventi promossi risulta lampante che il Boldù abbia risposto efficacemente ad una domanda reale, sentita da chi vive Venezia al di là dei percorsi prettamente turistici. Eppure.

Eppure la dirigenza dell’Ulss 12, che, in base ad una convenzione siglata nel 2001 con il Comune di Venezia, concedeva gli spazi per le attività presso palazzo Boldù, ha deciso di ritirare la sua disponibilità senza alcun preavviso. Le motivazioni di una simile scelta addotte dal direttore generale dell’Ulss Antonio Padoan, trapelate da alcuni giornali locali, appaiono a Maurizio Busacca, portavoce di Sumo, una mera provocazione. Padoan asserisce: «Al Boldù potranno andare i sindacati, mi pare ne abbiano diritto». Questa ipotesi tuttavia sembra essere di fatto impraticabile, dato che il centro culturale usufruisce delle medesime sale che di giorno sono utilizzate per attività e laboratori rivolti agli utenti del Centro di salute mentale. I ragazzi di Sumo le prendono in gestione alle 20, le allestiscono e le riconsegnano a mezzanotte, pronte per le attività del giorno seguente. L’unico spazio in uso esclusivo è uno stanzino chiuso di pochi metri quadrati. Decisamente non adatto per le esigenze dei sindacati, che, d’altra parte, contattati dallo stesso Maurizio Busacca, hanno dichiarato di non essere disponibili ad accettare la proposta di Padoan.

E non sono i soli. Lunedì e Martedì sono stati molti i ragazzi che si sono ritrovati nel cortile di Palazzo Boldù per protestare contro questa presa di posizione e nel weekend è stato lanciato anche uno sciopero telematico. Il Comune ha proposto una proroga di alcuni mesi, in attesa d trovare una collocazione alternativa per le attività del centro culturale e aggregativo. Si aspetta dunque l’incontro di lunedì mattina con il Comune per saperne di più, ma se la situazione non dovesse avere una svolta decisiva, la protesta non si fermerà.

È stata indetta intanto una manifestazione per martedì 10 marzo, che partirà alle ore 19.00 da Palazzo Boldù e si snoderà per le strade cittadine, aperta a tutti coloro che non si rassegnano a vedere in Venezia una sterile “città-museo”.

Guarda il volantino della manifestazione.
Visita il sito del Boldù.

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Perché le ronde non convincono

Posted in notizie, rassegna media, venezia by larafontani on 3 marzo 2009

"urbanistica" foto di poluz da Flickr (cc)

Dall’approvazione del cosiddetto decreto anti stupri si discute molto sulla necessità e l’organizzazione delle ronde, che, già presenti nel pacchetto sicurezza approvato al Senato, sono state adesso formalizzate e istituzionalizzate.

Tra le critiche sollevate c’è anche quella del Questore Morselli di Venezia, fatti in occasione della presentazione dei dati relativi all’andamento della criminalità nella provincia nel 2008. Il rapporto riportato da “La Nuova Venezia” e dal “Gazzettino di Venezia” (vedi articolo) parla chiaro: reati in netto calo rispetto all’anno precedente, sia furti, rapine che omicidi. Lo dice personalmente il Questore che intervistato per “La Nuova Venezia” (vedi articolo) mette in guardia sull’opportunità delle ronde nel territorio: “non serve essere organizzati per collaborare con noi. Collaborazione sì, ma niente giustizieri della notte”. Morselli è sì soddisfatto, ma non rinuncia a esporre i reali problemi “noi, localmente, non abbiamo autonomia nel gestire il denaro a disposizione. Possiamo avere fondi per sostituire tende, che non serve sostituire, ma nemmeno un cent per la manutenzione delle auto. La legge ci impedisce di usare i soldi delle tende in maniera diversa”.

Dello stesso avviso sono proprio i sindacati di polizia, riportato nell’articolo “Ronde, poliziotti in rivolta: è la resa dello Stato” del “Corriere del Veneto” del 21 Febbraio (non disponibile on line), “l’unica soluzione percorribile – al problema sicurezza – è mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di operare al meglio con finanziamenti adeguati, e il potenziamento di uomini e mezzi”, dichiarazione rilasciata da Bruno Zoppè, segretario regionale del Siap. Secondo Paolo Carlotto, segretario regionale del Silp: “è lo Stato che deve garantire la sicurezza, non si possono mandare i cittadini allo sbaraglio.”  Dalle colonne del “Gazzettino di Venezia” del 22 febbraio (vedi articolo),  interviene anche il segretario veneziano del Siulp, Diego Brentani: “ben venga il volontariato, ma non si capisce che tutti poi faranno riferimento alle forze dell’ordine: aumenteranno le chiamate, ma se le pattuglie resteranno le stesse di oggi, senza automobili e imbarcazioni, non cambierà nulla“.

Nonostante le perplessità e dubbi espressi, continua l’ “arruolamento” dei volontari per la sicurezza nel Veneto, dove in realtà già esiste ed è operativa da tempo l’associazione della Lega “Veneto sicuro”, già attivo a Jesolo, Eraclea, Caorle, Meolo, San Donà, Portogruaro, e anche a Venezia si sono attivati con le prime iscrizioni, come si legge da “Il Venezia- Il Mestre” del 21 Febbraio.

Dal “Gazzettino di Venezia” del 28 Febbraio (vedi articolo) il gruppo ha pattugliato il parcheggio di via Colombo a Mestre perché sostengono i leghisti “abbiamo ricevuto centinaia segnalazioni che riguardano tutte le aree di Mestre con persone che stanziano nei parcheggi cittadini, chiedono 50 cent o 1 euro, e guadagnano bene, sennò farebbero altro. Se non paghi il rischio è di trovarti la macchina segnata al ritorno”.

A chi (vedi articolo del “Gazzettino di Venezia”) sostiene che i volontari non dovrebbero essere soltanto dei semplici cittadini “armati” di  buona volontà, come indicato da alcuni prefetti, ma persone esperte per stare sulla strada, persone formate, giunge la risposta (vedi articolo su “La Nuova Venezia”) pronta del ministro Maroni e del governatore Galan che al loro incontro fanno sapere che la formazione dei rondisti non può gravare né sul ministro, né sull’amministrazione regionale.

Bene, siamo punto e a capo.

Grazie a poluz per la foto!

Decreto anti-stupri: via alle ronde e prolungata la permanenza nei Cie

Posted in notizie, rassegna media by francescavecchiato on 2 marzo 2009

foto di scre(A)nzatopo da Flickr (cc)

Venerdi 20 febbraio 2009 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto anti-stupri.  Al suo interno, tra le principali norme, troviamo riproposta e ridimensionata la questione delle ronde (vedi l’articolo de L’Unità), già all’interno del pacchetto sicurezza (vedi nostro post), e tra le novità la norma che modifica il tempo di permanenza degli immigrati nei Cie, entrambi punti che il Ministro Maroni considera strategici nella lotta all’immigrazione clandestina.

La formula passata al Senato lo scorso 5 febbraio è però stata cambiata e resa ora più “soft”. Lì era scritto: «Gli enti locali, previo parere del Comitato provinciale ordine e sicurezza, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini». Si è cercato di arginare le polemiche suscitate dal testo precedente rendendo determinante il ruolo del prefetto sul controllo delle associazioni e sull’incarico definitivo dei gruppi di volontari oltre alla precisazione che le ronde non devono essere armate. Tra di loro, più che semplici cittadini dovranno partecipare prevalentemente “ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate“. Gli elenchi dei volontari verranno tenuti dalle Prefetture e il modello riprende quello dei volontari per i vigili del fuoco o quello dei “City Angels”, volontari che a Milano operano da 15 anni”, ha detto il Ministro. L’obiettivo, ha voluto precisare a tal proposito Maroni, è quello di passare “dalle ronde fai da te ai volontari per la sicurezza, regolati e controllati” (vedi articolo del Corriere). A Padova già da qualche mese, Mohamed Ahmed, ristoratore, conduttore televisivo e candidato sindaco per la destra ha lanciato la proposta delle ronde multietniche a sfatare le accuse di razzismo…A Roma le donne del quartiere Appio, dove è stata stuprata la ragazza lo scorso 14 febbraio (vedi articolo di Repubblica), si sono organizzate in ronde rosa (vedi video su Repubblica.it).

Dall’altra parte, nei giorni caldi in cui scoppiano le rivolte nel Cpt a Lampedusa (vedi articolo del Corriere), passa nel decreto anche la norma che aumenta il periodo in cui gli immigrati possono essere trattenuti nei centri di identificazione: non più due, ma sei mesi.

In questo modo, ha detto Maroni, “potremo garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei Centri per immigrati, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa”. Il titolare del Viminale ha precisato che la norma anticipa il contenuto di una direttiva europea in materia di rimpatri che prevede il trattenimento nei Cie quando manca la collaborazione del cittadino straniero a fornire elementi certi di identificazione, o quando il Paese di origine ritarda la trasmissione dei documenti. “Molto spesso l’identificazione avviene rapidamente, ma le procedure per il rilascio del nullaosta sono così lunghe che i due mesi non sono sufficienti“, ha aggiunto il Ministro (vedi articolo di Repubblica). Inoltre, sono stati individuati 8 siti in Italia per la creazione dei nuovi Cie. Si tratta soprattutto di terreni vicino agli aereoporti (dove solo in alcuni casi vi sono già presenti delle strutture, hangar o ex caserme in disuso, che vanno completamente ristrutturate) in quelle regioni dove i Cie non vi sono ancora. In Veneto le aree idonee sono state individuate nei pressi di Verona e di Tessera (VE), entrambe zone nevralgiche per i collegamenti aerei, stradali e per quest’ultima anche portuali. Verona è risultata però la soluzione maggiormente percorribile per la presenza di strutture militari dismesse adatte a questo scopo. Il 24 febbraio il Ministro Maroni ha incontrato il sindaco di Verona Flavio Tosi per discutere, con mappatura del territorio alla mano, del luogo più adatto per la costruzione.

(Grazie a scre(A)nzatopo per la foto!)