Migranti a Venezia

Un orrore che passerà alla storia

Posted in rassegna media by larafontani on 12 maggio 2009

foto di exper da Flickr (cc)

Sono arrivati. In anticipo rispetto alla data ufficiale del 15 maggio hanno sortito immediatamente gli “effetti” sperati. Si tratta dei pattugliamenti congiunti italo-libici nelle acque internazionali, accordati nel Trattato firmato da Italia e Libia nello scorso febbraio (leggi nostro post sull’argomento). Gli effetti, desiderati dal Governo Italiano, sono il blocco degli arrivi nella terraferma italiana degli immigrati. Fermarli in acque internazionali significa poterli rispedire subito da dove sono venuti. Ovvero? In Libia che, firmataria dell’accordo, accetta il rimpatrio di centinaia di migranti. Molti dei quali, una volta ritornati, saranno trattenuti nei centri di detenzione per mesi forse anche anni, senza che possano essere monitorate le condizioni di vita, mentre altri saranno nuovamente rimpatriati verso i paesi di origine.

“Meglio tardi che mai”, è il titolo di un post sul blog del film documentario “Come un un uomo sulla terra” (guarda il blog), che commenta l’improvviso interesse che i media hanno dimostrato sull’argomento. Sono invece molti i mesi in cui, le diverse organizzazioni non governative come Amnesty International, Human  Rights Watch, Medici Senza Frontiere, Save The Children, denunciano le violenze, le torture, le discriminazioni, le ingiustizie che i migranti africani subiscono da parte della polizia libica, e non solo. E nel frattempo il film documentario “Come un uomo sulla terra” ha continuato a girare per tutta l’Italia e anche per l’Europa, rendendo noto cosa accade a quei migranti che arrivano alle coste italiane.

E’ l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati…Dopo aver capito di essere stati riporatati in Libia, ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare niente, gli ordini erano quelli di riaccompagnarli in Libia e lo abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno.

questa è una parte della dichiarazione rilasciata da uno degli esecutori del respingimento del 6 maggio, che ha riportato la Repubblica in un articolo.

Questo è il nodo: la scelta di tenere verso gli immigrati in arrivo una posizione più o meno dura, compassionevole o cattiva, come ha teorizzato tempo fa Maroni, spetta a chi governa. Ed è giusto che sia così. La decisione di “fare di ogni erba un fascio”, rifiutare ogni distinzione e re­spingere chi arriva senza neppure concedergli, per dirla coi vescovi, almeno la possibilità di di­mostrare che ha diritto all’asilo, è però un’altra faccenda. Che non solo rinnega una storia piena di esuli politici (da Dante a Mazzini, da Garibaldi ai fratelli Rosselli a don Luigi Sturzo) ma, secon­do Laura Boldrini e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, fa a pezzi le regole vigenti poiché “tutti gli obblighi internazionali” e anche la legge italiana “vietano tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo.

questo è l’intervento di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera (vedi l’articolo).

Fortress Europe (guarda il blog) ci ricorda che già in passato l’Italia è stata richiamata e condannata dal Parlamento Europeo con la risoluzione su Lampedusa, rispetto alle deportazioni colletive in Libia di 1.500 migranti tra l’ottobre 2004 e il marzo 2005, in quanto “le espulsioni collettive di migranti dall’Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali”, in più la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato, non ha quindi un sistema di asilo e quindi non è un paese terzo sicuro.

Dal Ministro dell’Interno Maroni (vedi articolo sul sito del Ministero), invece, è arrivato subito un plauso per l’operazione definita di portata e di importanza storica, e una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina. Questa è stata una delle motivazioni del trattato italo-libico: accordarsi con la Libia per “cooperare” nella riduzione dell’immigrazione. L’Italia in questo modo si rende soltanto partecipe e corresponsabile di orribili violazioni dei diritti umani, come il diritto d’asilo, queste sì, di portata storica. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (vedi articolo sul sito dell’unhcr):

Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione. L’UNHCR esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio.

Sebbene non siano disponibili informazioni sulle nazionalità di origine dei migranti, si ritiene probabile che fra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale. Nel 2008 circa il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale (leggi il comunicato dell’Acnur).

E’ intervenuto di nuovo  anche il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg (vedi articolo su la repubblica), che già aveva ammonito l’Italia per il trattamento dei migranti nei centri di identificazione ed espulsioni e per la situazione quotidiana di razzismo istiuzionale (vedi nostro post sull’argomento), in questa circostanza definisce la politica dei respingimenti

Un’iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo […] evidentemente il governo italiano sta scegliendo la strada già intrapresa e scelta dall’Unione Europea.

Bisogna ricordare infatti che la Comunità Europea si è dotata di un’agenzia per la gestione della cooperazione operativa alle  frontiere esterne, FRONTEX. Il budget di Frontex (vedi pagina del sito) per il 2009 è di 83.250.000 €,  la Comuntà Europea partecipa per 80.000.000 €, mentre 45.150.000 € sono spesi per le “Operazioni di controllo dei confini marittimi, terrestri e aerei”. Sempre e solo controllo.

A questo punto ci chiediamo: possono le politiche di controllo dei confini passare sopra ai diritti umani, in questo caso dei migranti? La risposta è: non c’è nessuna ragione di stato, nessun ordine imperativo di sicurezza nazionale che può svincolare i paesi dall’osservanza degli obblighi internazionali.

Grazie a exper per la foto.
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Senza voto ronde e Cie

Posted in notizie by enricabordignon on 9 aprile 2009

"amore e odio" di Mo- da Flickr (cc)

I due aspetti del decreto che più hanno fatto discutere in questo periodo: le ronde e l’aumento del periodo di detenzione nei Cie (vedi nostri post sulle ronde e sul decreto) scompaiono dal testo di legge che ieri alla Camera ha ricevuto 397 voti favorevoli e sei contrari. Sono questi gli effetti di uno scrutinio segreto che ha approvato gli emendamenti del Pd e dell’Udc che sopprimono l’articolo 5 che prevedeva la detenzione fino a sei mesi degli immigrati trasportati nei Centri di identificazione.

Secondo il ministro Maroni (vedi articolo del Corriere della Sera), la bocciatura «mette in discussione tutto l’impianto delle politiche di contrasto all’immigrazione. Oggi è una bella giornata per i 1.038 clandestini che il 26 aprile torneranno in libertà. Chiederò chiarimenti a Berlusconi e se intende reintrodurre la norma al Senato. Se non ci saranno queste garanzie, mi regolerò di conseguenza». La parte relativa alle ronde sarà in ogni caso inserita in un apposito disegno di legge in discussione dal 27 aprile. La decisione è arrivata dopo che l’ostruzionismo dell’opposizione aveva di fatto reso impossibile l’approvazione del decreto e costretto a un accordo. Per Casini si tratta di una “vittoria del Parlamento e della sua serietà”; ad altri sembra l’effetto di un eccessivo assenteismo nei banchi della maggioranza che, aggravato dall’abbandono dell’Aula da parte dei deputati della Lega arrabbiata per il “tradimento”, ha successivamente determinato l’approvazione di una mozione del Pd sulle banche e le fondazioni su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario (vedi articolo de La Repubblica).

Significativo un commento di N. Grigion di Progetto Melting Pot Europa (vedi articolo sul sito meltingpot.org): «Chi volesse guardare a questo scenario con gli occhi classici della politologia rischierebbe di impazzire. Chi prova a farlo con quelli dell’ideologia, di ritrovarsi in una visione fantasiosa». In altre parole, sembra a tutti gli effetti una nuova puntata a sorpresa della fiction tra Bossi e Berlusconi che fa tirare un sospiro di sollievo ad almeno 1.038 immigrati.

Grazie a Mo- per la foto.

Il Ministro Maroni: Arriva la raccolta punti-cittadinanza “L’Italia la Vinci!”

Posted in notizie, varie ed eventuali by Redazione on 1 aprile 2009

ATTENZIONE!

Questo articolo è un pesce d’aprile.
Tutto ciò che vi è affermato è palesemente falso.

Roberto Maroni

Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha annunciato — in una conferenza stampa tenutasi al Viminale stamani, mercoledì 1° aprile — che un team di giuristi del suo gabinetto è da tempo al lavoro su un Decreto legge, la cui emanazione è prevista per il mese di giugno.

La notizia ha fatto subito scalpore, per via del suo contenuto a dir poco rivoluzionario: il Decreto in cantiere introdurrà una nuova modalità per l’ottenimento della cittadinanza italiana, che aprirà di fatto le porte del Bel Paese a centinaia di migliaia di persone immigrate costrette, finora, alle snervanti procedure di rinnovo del permesso di soggiorno.

L’iniziativa ha già un nome (e un logo: vedi qui sotto), “L’Italia la Vinci!” — facile e di dubbio gusto il richiamo al nome del grande Leonardo. Si tratta, in parole spicciole, di una raccolta punti, paragonabile a quelle che tutti noi conosciamo e che ci vengono proposte quotidianamente da supermercati, compagnie telefoniche, seggi elettorali.

Logo de "L'Italia la Vinci!"

L’idea alla base del nuovo progetto ministeriale è semplice: quale parametro migliore può stabilire il diritto di una persona a ricevere la cittadinanza del nostro paese, se non il suo grado di italianità? E che cosa può rivelare tale grado di italianità, meglio delle abitudini di consumo della persona in esame?

Ecco che la squadra di tecnici del Ministero ha elaborato una complessa tabella di equipollenze atta ad attribuire, per determinati tipi di beni acquistati o servizi fruiti, un certo numero di “punti-cittadinanza” (così chiamati dal Ministro durante la conferenza stampa, ma il nome è provvisorio). Tutto questo nell’ottica — comprensibilmente — di favorire il made in Italy e rilanciare, così, l’economia nazionale in questo periodo di crisi.

Facciamo alcuni esempi:

un pieno di benzina all’Agip >> 3 p.ti
25 kg di pasta italiana di marca (Barilla, Voiello, De Cecco, Garofalo, Jolly) >> 1 p.to
un elicottero militare Agusta >> 100 p.ti
un set da tifo azzurro bandana-maglietta-bandiera >> 20 p.ti
una pastasciutta al pomodoro (in uno dei 100 ristoranti convenzionati) >> 3 p.ti
una serenata all’amata in lingua italiana >> 5 p.ti
una serenata all’amata in lingua italiana con mandolino >> 10 p.ti
un anno di contributi all’INPS >> 1/2 p.to
una visita a Piazza San Pietro >> 300 p.ti

La soglia da raggiungere per l’ottenimento della cittadinanza, previa vidimazione del Presidente della Repubblica, sarà fissata, sembra, a 1.000 punti. Tuttavia, saranno presenti una serie di possibilità aggiuntive come il “pacchetto famiglia”, che consentirà di italianizzare fino a tre familiari con soli 2.000 punti; la “cittadinanza veloce”, per chi vuole diventare cittadino in pochi giorni (10.000 punti); e la “cittadinanza onoraria”, che per soli 100.000 punti consente di annettere all’Italia un intero paese o villaggio straniero (max 20.000 abitanti). Il Ministro Maroni ha tenuto a sottolineare che i punti non saranno cumulabili con quelli di altre promozioni, né cedibili; ancora non sono state chiarite, invece, le modalità di accreditamento degli stessi.

Con questa iniziativa dal forte contenuto d’innovazione il Governo intende risolvere, d’un sol colpo, l’annoso problema dell’ottenimento della cittadinanza, la piaga della cucina etnica, l’integrazione sociale nelle periferie e l’affermazione del marchio “Italia” in patria e nel mondo. Siamo certi che ci riuscirà.

Per approfondire, cliccate qui.

Decreto anti-stupri: via alle ronde e prolungata la permanenza nei Cie

Posted in notizie, rassegna media by francescavecchiato on 2 marzo 2009

foto di scre(A)nzatopo da Flickr (cc)

Venerdi 20 febbraio 2009 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto anti-stupri.  Al suo interno, tra le principali norme, troviamo riproposta e ridimensionata la questione delle ronde (vedi l’articolo de L’Unità), già all’interno del pacchetto sicurezza (vedi nostro post), e tra le novità la norma che modifica il tempo di permanenza degli immigrati nei Cie, entrambi punti che il Ministro Maroni considera strategici nella lotta all’immigrazione clandestina.

La formula passata al Senato lo scorso 5 febbraio è però stata cambiata e resa ora più “soft”. Lì era scritto: «Gli enti locali, previo parere del Comitato provinciale ordine e sicurezza, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini». Si è cercato di arginare le polemiche suscitate dal testo precedente rendendo determinante il ruolo del prefetto sul controllo delle associazioni e sull’incarico definitivo dei gruppi di volontari oltre alla precisazione che le ronde non devono essere armate. Tra di loro, più che semplici cittadini dovranno partecipare prevalentemente “ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate“. Gli elenchi dei volontari verranno tenuti dalle Prefetture e il modello riprende quello dei volontari per i vigili del fuoco o quello dei “City Angels”, volontari che a Milano operano da 15 anni”, ha detto il Ministro. L’obiettivo, ha voluto precisare a tal proposito Maroni, è quello di passare “dalle ronde fai da te ai volontari per la sicurezza, regolati e controllati” (vedi articolo del Corriere). A Padova già da qualche mese, Mohamed Ahmed, ristoratore, conduttore televisivo e candidato sindaco per la destra ha lanciato la proposta delle ronde multietniche a sfatare le accuse di razzismo…A Roma le donne del quartiere Appio, dove è stata stuprata la ragazza lo scorso 14 febbraio (vedi articolo di Repubblica), si sono organizzate in ronde rosa (vedi video su Repubblica.it).

Dall’altra parte, nei giorni caldi in cui scoppiano le rivolte nel Cpt a Lampedusa (vedi articolo del Corriere), passa nel decreto anche la norma che aumenta il periodo in cui gli immigrati possono essere trattenuti nei centri di identificazione: non più due, ma sei mesi.

In questo modo, ha detto Maroni, “potremo garantire il rimpatrio di tutti coloro che sono nei Centri per immigrati, in particolare quelli provenienti dalla Tunisia che sono stati trattenuti in queste settimane a Lampedusa”. Il titolare del Viminale ha precisato che la norma anticipa il contenuto di una direttiva europea in materia di rimpatri che prevede il trattenimento nei Cie quando manca la collaborazione del cittadino straniero a fornire elementi certi di identificazione, o quando il Paese di origine ritarda la trasmissione dei documenti. “Molto spesso l’identificazione avviene rapidamente, ma le procedure per il rilascio del nullaosta sono così lunghe che i due mesi non sono sufficienti“, ha aggiunto il Ministro (vedi articolo di Repubblica). Inoltre, sono stati individuati 8 siti in Italia per la creazione dei nuovi Cie. Si tratta soprattutto di terreni vicino agli aereoporti (dove solo in alcuni casi vi sono già presenti delle strutture, hangar o ex caserme in disuso, che vanno completamente ristrutturate) in quelle regioni dove i Cie non vi sono ancora. In Veneto le aree idonee sono state individuate nei pressi di Verona e di Tessera (VE), entrambe zone nevralgiche per i collegamenti aerei, stradali e per quest’ultima anche portuali. Verona è risultata però la soluzione maggiormente percorribile per la presenza di strutture militari dismesse adatte a questo scopo. Il 24 febbraio il Ministro Maroni ha incontrato il sindaco di Verona Flavio Tosi per discutere, con mappatura del territorio alla mano, del luogo più adatto per la costruzione.

(Grazie a scre(A)nzatopo per la foto!)