Migranti a Venezia

Scriviamoci “ESSERE UMANO”

Posted in diritto d'asilo, eventi e incontri by Daniela on 22 maggio 2009

immagine di Erika Hall da Flickr (cc)

Segnaliamo la campagna di protesta “ESSERE UMANO” lanciata con forza dai realizzatori del documentario “Come un uomo sulla terra” e cominciata il 13 maggio scorso come reazione ai disumani respingimenti dei quali si è resa protagonista l’Italia qualche settimana fa (vedi nostro post sull’argomento).

Ecco cosa si legge dal blog di comeunuomosullaterra:

Invitiamo tutti ad indossare una MAGLIETTA BIANCA sulla quale disegnare a mano la scritta: “ESSERE UMANO“.
E’ la risposta che Albert Einstein diede alle autorità statunitensi quando, all’entrata nel paese come immigrato, gli chiesero di che razza fosse.
Ed è quello che dice Dagmawi all’inizio del nostro documentario Come un uomo sulla terra: “Io sono un uomo“.
Siamo tutti ESSERI UMANI e tutti dobbiamo essere rispettati, senza alcuna discriminazione.

Per avere tutte le informazioni riguardo alla campagna e alle proiezioni del documentario visitate il sito.

Grazie a Erika Hall per l'immagine!
Annunci

Commenti disabilitati su Scriviamoci “ESSERE UMANO”

Un orrore che passerà alla storia

Posted in rassegna media by larafontani on 12 maggio 2009

foto di exper da Flickr (cc)

Sono arrivati. In anticipo rispetto alla data ufficiale del 15 maggio hanno sortito immediatamente gli “effetti” sperati. Si tratta dei pattugliamenti congiunti italo-libici nelle acque internazionali, accordati nel Trattato firmato da Italia e Libia nello scorso febbraio (leggi nostro post sull’argomento). Gli effetti, desiderati dal Governo Italiano, sono il blocco degli arrivi nella terraferma italiana degli immigrati. Fermarli in acque internazionali significa poterli rispedire subito da dove sono venuti. Ovvero? In Libia che, firmataria dell’accordo, accetta il rimpatrio di centinaia di migranti. Molti dei quali, una volta ritornati, saranno trattenuti nei centri di detenzione per mesi forse anche anni, senza che possano essere monitorate le condizioni di vita, mentre altri saranno nuovamente rimpatriati verso i paesi di origine.

“Meglio tardi che mai”, è il titolo di un post sul blog del film documentario “Come un un uomo sulla terra” (guarda il blog), che commenta l’improvviso interesse che i media hanno dimostrato sull’argomento. Sono invece molti i mesi in cui, le diverse organizzazioni non governative come Amnesty International, Human  Rights Watch, Medici Senza Frontiere, Save The Children, denunciano le violenze, le torture, le discriminazioni, le ingiustizie che i migranti africani subiscono da parte della polizia libica, e non solo. E nel frattempo il film documentario “Come un uomo sulla terra” ha continuato a girare per tutta l’Italia e anche per l’Europa, rendendo noto cosa accade a quei migranti che arrivano alle coste italiane.

E’ l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati…Dopo aver capito di essere stati riporatati in Libia, ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare niente, gli ordini erano quelli di riaccompagnarli in Libia e lo abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno.

questa è una parte della dichiarazione rilasciata da uno degli esecutori del respingimento del 6 maggio, che ha riportato la Repubblica in un articolo.

Questo è il nodo: la scelta di tenere verso gli immigrati in arrivo una posizione più o meno dura, compassionevole o cattiva, come ha teorizzato tempo fa Maroni, spetta a chi governa. Ed è giusto che sia così. La decisione di “fare di ogni erba un fascio”, rifiutare ogni distinzione e re­spingere chi arriva senza neppure concedergli, per dirla coi vescovi, almeno la possibilità di di­mostrare che ha diritto all’asilo, è però un’altra faccenda. Che non solo rinnega una storia piena di esuli politici (da Dante a Mazzini, da Garibaldi ai fratelli Rosselli a don Luigi Sturzo) ma, secon­do Laura Boldrini e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, fa a pezzi le regole vigenti poiché “tutti gli obblighi internazionali” e anche la legge italiana “vietano tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo.

questo è l’intervento di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera (vedi l’articolo).

Fortress Europe (guarda il blog) ci ricorda che già in passato l’Italia è stata richiamata e condannata dal Parlamento Europeo con la risoluzione su Lampedusa, rispetto alle deportazioni colletive in Libia di 1.500 migranti tra l’ottobre 2004 e il marzo 2005, in quanto “le espulsioni collettive di migranti dall’Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali”, in più la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato, non ha quindi un sistema di asilo e quindi non è un paese terzo sicuro.

Dal Ministro dell’Interno Maroni (vedi articolo sul sito del Ministero), invece, è arrivato subito un plauso per l’operazione definita di portata e di importanza storica, e una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina. Questa è stata una delle motivazioni del trattato italo-libico: accordarsi con la Libia per “cooperare” nella riduzione dell’immigrazione. L’Italia in questo modo si rende soltanto partecipe e corresponsabile di orribili violazioni dei diritti umani, come il diritto d’asilo, queste sì, di portata storica. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (vedi articolo sul sito dell’unhcr):

Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione. L’UNHCR esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio.

Sebbene non siano disponibili informazioni sulle nazionalità di origine dei migranti, si ritiene probabile che fra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale. Nel 2008 circa il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale (leggi il comunicato dell’Acnur).

E’ intervenuto di nuovo  anche il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg (vedi articolo su la repubblica), che già aveva ammonito l’Italia per il trattamento dei migranti nei centri di identificazione ed espulsioni e per la situazione quotidiana di razzismo istiuzionale (vedi nostro post sull’argomento), in questa circostanza definisce la politica dei respingimenti

Un’iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo […] evidentemente il governo italiano sta scegliendo la strada già intrapresa e scelta dall’Unione Europea.

Bisogna ricordare infatti che la Comunità Europea si è dotata di un’agenzia per la gestione della cooperazione operativa alle  frontiere esterne, FRONTEX. Il budget di Frontex (vedi pagina del sito) per il 2009 è di 83.250.000 €,  la Comuntà Europea partecipa per 80.000.000 €, mentre 45.150.000 € sono spesi per le “Operazioni di controllo dei confini marittimi, terrestri e aerei”. Sempre e solo controllo.

A questo punto ci chiediamo: possono le politiche di controllo dei confini passare sopra ai diritti umani, in questo caso dei migranti? La risposta è: non c’è nessuna ragione di stato, nessun ordine imperativo di sicurezza nazionale che può svincolare i paesi dall’osservanza degli obblighi internazionali.

Grazie a exper per la foto.

Commenti disabilitati su Un orrore che passerà alla storia

“Come un uomo sulla terra”, un viaggio traumatico verso i diritti

Posted in diritto d'asilo, eventi e incontri by Daniela on 18 aprile 2009

foto di Andries3 su Flickr (cc)

«Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? Perché tutti fingono di non saperlo?»

Come un uomo sulla terra è documentario-denuncia coraggioso, tanto drammatico quanto reale che ci apre gli occhi sulle esperienze dei viaggi che i migranti africani fanno attraverso il deserto libico, prima di imbarcarsi nella speranza di arrivare nei porti dei cosiddetti Paesi civili. E sono proprio le voci dei i protagonisti di questi “viaggi” a raccontarci le loro esperienze e a mostrarci i segni che hanno sul loro corpo con occhi velati da cicatrici ben più profonde e indelebili. Ci raccontano storie di continue violazioni dei diritti umani in luoghi e Paesi dove i migranti vengono rinchiusi, affamati, spogliati di ogni dignità, picchiati, venduti e rivenduti come merce. Il loro è un percorso non così lineare come può sembrare, non viene da una decisione presa con leggerezza, ma è una fuga da condizioni di vita estreme.

Il consiglio è quello di guardare il documentario, di non fermarsi alle frammentate notizie che ci arrivano, ma di ascoltare anche altre voci — le loro — e  di scoprire che cosa passano tutte queste persone per raggiungere quelle condizioni di vita, quei diritti che agli occhi di noi “occidentali” sono semplicemente normali, talmente normali che la loro importanza perde ogni visibilità.

Il film sta girando da vari mesi in tutta Italia e non solo (è stato anche a Venezia il mese scorso). Chi fosse interessato a vederlo, può trovare il calendario delle proiezioni all’indirizzo http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/2008/09/calendario-proiezioni.html

Photo by Andries3 on Flickr (Creative Commons): thanks!

Commenti disabilitati su “Come un uomo sulla terra”, un viaggio traumatico verso i diritti

Uno sguardo sui diritti delle donne

Posted in eventi e incontri, venezia by enricabordignon on 19 marzo 2009

foto di αναρχία "Caterina Bonori" da Flickr (cc)

Venerdì 20 marzo presso la sede Ca’ Foscari BAUM (Palazzo Malcanton Marcorà, Dorsoduro 3484/D, Venezia), è previsto un incontro dibattito dal titolo: “Tradizioni, innovazioni, paradossi. Uno sguardo sui diritti delle donne nel Nord Africa a partire dall’Algeria“.

Dalle ore 16.30 verrà proiettato un documentario dal titolo “Il tutore della Signora Ministro” (Djamila Amzal, 2004) con a seguire gli interventi di Lucia Sorbera (studiosa di storia delle donne nei paesi arabi) e della regista Djamila Amzal. Previsto anche un dibattito con il pubblico introdotto da Oumaima Daoud (studentessa universitaria), Katiba Medelli (mediatrice linguistico culturale) e Sabiha Sfaxi (casalinga e mamma a tempo pieno).

Questo evento, promosso dal Comune di VeneziaCentro Donna Multiculturale / Servizio Cittadinanza delle donne e culture delle differenze — è organizzato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari — Master Mediazione Intermediterranea — ed è stato pensato in preparazione al Convegno MeriforAlgeria Oggi” previsto per il 23 e 24 marzo 2009 presso l’Auditorium Santa Margherita di Venezia.

Grazie a αναρχία "Caterina Bonori" per la foto!

Commenti disabilitati su Uno sguardo sui diritti delle donne

“Come un uomo sulla terra” a Venezia

Posted in diritto d'asilo, eventi e incontri, venezia by Pamela Pasian on 16 marzo 2009

come-un-uomo-sulla-terra

Come un uomo sulla terra“, film documentario di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer, è una pellicola che vuole dar voce ai migranti raccontando il viaggio che molti di essi devono affrontare per raggiungere l’Italia. Attraverso questo lavoro gli autori hanno voluto, in particolar modo, denunciare le brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti italiani ed europei.

Il film, proiettato in varie città d’Italia, finalmente sbarca anche a Venezia. L’evento, organizzato dalla UOC iRaR (Interventi per Richiedenti Asilo e Rifugiati) del Comune di Venezia in collaborazione con la UOC ETAM (Animazione di Comunità e Territorio), con l’Associazione ASINITAS, con il Centro Culturale Candiani e il Circuito Cinema, si terrà venerdì 20 marzo, alle 17.00, presso la Casa del Cinema — Videoteca Pasinetti — a Venezia e sabato 21 marzo, sempre alle 17.00, presso il Centro Culturale Candiani a Mestre.

Questa proiezione, a ingresso libero su prenotazione, è stata pensata come momento di sensibilizzazione e riflessione sui temi concernenti il diritto di asilo e i diritti di cittadinanza, con particolare attenzione ai percorsi di fuga di quanti cercano vie di speranza in Europa. Visitate il sito di “Come un uomo sulla terra“.

Grazie a fortresseurope per la foto.