Migranti a Venezia

La violenza sugli inermi: convegno

Posted in eventi e incontri, venezia by enricabordignon on 19 maggio 2009

foto di gordonr da Flickr (cc)

Segnaliamo il convegno internazionale di studi: “LA VIOLENZA SUGLI INERMI: La Trasformazione dei Conflitti dalla Grande Guerra a oggi” promosso dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università Ca’ Foscari, che si terrà venerdì 22 maggio in aula grande Malcanton Marcorà dalle ore 10.30 alle ore 18.30. In preparazione a questo evento è stato organizzato sullo stessa tema il cineforum che si è svolto nei giorni scorsi presso la Palazzina Briati che abbiamo già segnalato (vedi post).

Il convegno è suddiviso in due sessioni: una mattutina, dalle 10.00 alle 13.30, e una pomeridiana, dalle 14.30 alle 18.30, presiedute rispettivamente da Michele Cangiani e Bruna Bianchi entrambi docenti dell’Università Ca’ Foscari. Ecco la successione degli interventi con i rispettivi temi:

I SESSIONE:

Bruna Bianchi (Università Ca’ Foscari): I civili nella spirale della guerra totale (1914-1919)

Michele Cangiani (Università Ca’ Foscari): Guerre esterne e guerre civili

Claudia Baldoli (Newcastle University): I bombardamenti sull’Italia nella Seconda Guerra Mondiale: il dibattito alleato e la propaganda ai civili

Luisa Chiodi — Andrea Rossini (Osservatorio Balcani e Caucaso, Trento): La guerra in Europa: la Bosnia-Erzegovina 1992-1995

Lauso Zagato (Università Ca’ Foscari): Il trattamento dei civili nel diritto umanitario

II SESSIONE:

Anna Maria Gentili (Università di Bologna): Dal Kenya negli anni 50 alla Somalia del XXI secolo: guerre sporche e vittime dimenticate

Osamu Nishitani (Tokyo University of Foreign Studies): ‘War on Terror’: les implications d’un terme pervers

Francesca Coin (Università Ca’ Foscari): Quando la guerra torna a casa: la “war on terror” nelle testimonianze dei militari americani

Raya Cohen (Università degli studi di Napoli “L’Orientale”): Gaza. La legittimazione della guerra ai civili?

Alessandra Annoni: Il diritto delle occupazioni, con particolare riferimento alla situazione nei territori occupati.

Per informazioni contattare Lisa Cardin allo 0412349809. Guarda la locandina.

Grazie a gordonr per la foto.

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Un orrore che passerà alla storia

Posted in rassegna media by larafontani on 12 maggio 2009

foto di exper da Flickr (cc)

Sono arrivati. In anticipo rispetto alla data ufficiale del 15 maggio hanno sortito immediatamente gli “effetti” sperati. Si tratta dei pattugliamenti congiunti italo-libici nelle acque internazionali, accordati nel Trattato firmato da Italia e Libia nello scorso febbraio (leggi nostro post sull’argomento). Gli effetti, desiderati dal Governo Italiano, sono il blocco degli arrivi nella terraferma italiana degli immigrati. Fermarli in acque internazionali significa poterli rispedire subito da dove sono venuti. Ovvero? In Libia che, firmataria dell’accordo, accetta il rimpatrio di centinaia di migranti. Molti dei quali, una volta ritornati, saranno trattenuti nei centri di detenzione per mesi forse anche anni, senza che possano essere monitorate le condizioni di vita, mentre altri saranno nuovamente rimpatriati verso i paesi di origine.

“Meglio tardi che mai”, è il titolo di un post sul blog del film documentario “Come un un uomo sulla terra” (guarda il blog), che commenta l’improvviso interesse che i media hanno dimostrato sull’argomento. Sono invece molti i mesi in cui, le diverse organizzazioni non governative come Amnesty International, Human  Rights Watch, Medici Senza Frontiere, Save The Children, denunciano le violenze, le torture, le discriminazioni, le ingiustizie che i migranti africani subiscono da parte della polizia libica, e non solo. E nel frattempo il film documentario “Come un uomo sulla terra” ha continuato a girare per tutta l’Italia e anche per l’Europa, rendendo noto cosa accade a quei migranti che arrivano alle coste italiane.

E’ l’ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati…Dopo aver capito di essere stati riporatati in Libia, ci urlavano: “Fratelli aiutateci”. Ma non potevamo fare niente, gli ordini erano quelli di riaccompagnarli in Libia e lo abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno.

questa è una parte della dichiarazione rilasciata da uno degli esecutori del respingimento del 6 maggio, che ha riportato la Repubblica in un articolo.

Questo è il nodo: la scelta di tenere verso gli immigrati in arrivo una posizione più o meno dura, compassionevole o cattiva, come ha teorizzato tempo fa Maroni, spetta a chi governa. Ed è giusto che sia così. La decisione di “fare di ogni erba un fascio”, rifiutare ogni distinzione e re­spingere chi arriva senza neppure concedergli, per dirla coi vescovi, almeno la possibilità di di­mostrare che ha diritto all’asilo, è però un’altra faccenda. Che non solo rinnega una storia piena di esuli politici (da Dante a Mazzini, da Garibaldi ai fratelli Rosselli a don Luigi Sturzo) ma, secon­do Laura Boldrini e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, fa a pezzi le regole vigenti poiché “tutti gli obblighi internazionali” e anche la legge italiana “vietano tassativamente il respingimento di rifugiati o richiedenti asilo.

questo è l’intervento di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera (vedi l’articolo).

Fortress Europe (guarda il blog) ci ricorda che già in passato l’Italia è stata richiamata e condannata dal Parlamento Europeo con la risoluzione su Lampedusa, rispetto alle deportazioni colletive in Libia di 1.500 migranti tra l’ottobre 2004 e il marzo 2005, in quanto “le espulsioni collettive di migranti dall’Italia alla Libia costituiscono una violazione del principio di non refoulement. Le autorità italiane non hanno rispettato i loro obblighi internazionali”, in più la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato, non ha quindi un sistema di asilo e quindi non è un paese terzo sicuro.

Dal Ministro dell’Interno Maroni (vedi articolo sul sito del Ministero), invece, è arrivato subito un plauso per l’operazione definita di portata e di importanza storica, e una svolta nel contrasto all’immigrazione clandestina. Questa è stata una delle motivazioni del trattato italo-libico: accordarsi con la Libia per “cooperare” nella riduzione dell’immigrazione. L’Italia in questo modo si rende soltanto partecipe e corresponsabile di orribili violazioni dei diritti umani, come il diritto d’asilo, queste sì, di portata storica. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (vedi articolo sul sito dell’unhcr):

Questo incidente mostra un radicale mutamento nelle politiche migratorie del governo italiano e rappresenta fonte di grave preoccupazione. L’UNHCR esprime profondo rammarico per la mancanza di trasparenza che ha caratterizzato lo svolgersi di questo episodio.

Sebbene non siano disponibili informazioni sulle nazionalità di origine dei migranti, si ritiene probabile che fra le persone respinte ci siano individui bisognosi di protezione internazionale. Nel 2008 circa il 75% di coloro giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale (leggi il comunicato dell’Acnur).

E’ intervenuto di nuovo  anche il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg (vedi articolo su la repubblica), che già aveva ammonito l’Italia per il trattamento dei migranti nei centri di identificazione ed espulsioni e per la situazione quotidiana di razzismo istiuzionale (vedi nostro post sull’argomento), in questa circostanza definisce la politica dei respingimenti

Un’iniziativa molto triste, che mina la possibilità per ogni essere umano di fuggire da repressione e violenza, ricorrendo al diritto d’asilo […] evidentemente il governo italiano sta scegliendo la strada già intrapresa e scelta dall’Unione Europea.

Bisogna ricordare infatti che la Comunità Europea si è dotata di un’agenzia per la gestione della cooperazione operativa alle  frontiere esterne, FRONTEX. Il budget di Frontex (vedi pagina del sito) per il 2009 è di 83.250.000 €,  la Comuntà Europea partecipa per 80.000.000 €, mentre 45.150.000 € sono spesi per le “Operazioni di controllo dei confini marittimi, terrestri e aerei”. Sempre e solo controllo.

A questo punto ci chiediamo: possono le politiche di controllo dei confini passare sopra ai diritti umani, in questo caso dei migranti? La risposta è: non c’è nessuna ragione di stato, nessun ordine imperativo di sicurezza nazionale che può svincolare i paesi dall’osservanza degli obblighi internazionali.

Grazie a exper per la foto.

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Italiano e cucito: mostra fotografica

Posted in eventi e incontri, venezia by Daniela on 9 maggio 2009

foto di Daniela Gesmundo

Domani, domenica 10 maggio, dalle 10 alle 19 in piazza Ferretto a Mestre si terrà il Mercatino della Solidarietà. A questa iniziativa (organizzata dalla Municialità di Mestre-Carpenedo, dall’Assessorato alle Politiche Sociali e ai Rapporti con il Volontariato del Comune di Venezia e dalla Protezione Civile) parteciperanno numerose associazioni del territorio mestrino e non solo; i proventi raccolti durante la giornata verranno utilizzati per attivare un progetto del Comitato Donne XXV Aprile che sostiene le donne vittime di violenza accolte dal Centro Antiviolenza del Comune di Venezia.

All’interno dell’evento verrà ospitata l’esposizione fotografica “Italiano e cucito: intrecci di fili e parole”. Essa nasce dall’esperienza del laboratorio di Italiano e cucito attivato lo scorso dicembre dal Servizio Immigrazione del Comune di Venezia, nel quale le protagoniste sono le donne. Il progetto, rivolto esclusivamente a donne straniere, è nato grazie alla collaborazione del Servizio Immigrazione con il Comitato Donne “XXV Aprile” e ha avuto come obiettivi non solo l’insegnamento dell’italiano attraverso l’esperienza del cucito ma anche, e soprattutto, il creare sinergie tra donne di culture e vissuti diversi.

Il laboratorio si è tenuto in una sala del Centro Civico di viale San Marco ed è iniziato, prima di tutto, con un’infarinatura delle basi di italiano tenuta dalla facilitatrice Federica Bocca. In un secondo momento, durante uno dei due incontri settimanali, le signore del Comitato XXV Aprile hanno portato e insegnato alla classe le loro conoscenze di cucito e sono state accolte con entusiasmo e calore dalle partecipanti. Quello che è nato da questo incontro sarà esposto nella mostra ed è il frutto di un bellissimo percorso, fatto insieme negli ultimi mesi per promuovere ed incentivare lo scambio culturale in entrambi i sensi.

Le foto sono opera di Daniela Gesmundo, volontaria del Servizio Civile Nazionale presso il Servizio Immigrazione (attiva anche su questo blog!), che ha seguito l’intero laboratorio di Italiano e cucito in qualità di tutor. La mostra è stata curata da Daniela Gesmundo e Nicola Bonaldi.

volantino

In alto, una delle foto esposte alla mostra; qui sopra, il volantino.

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Patrasso-Venezia: andata e ritorno passando per Strasburgo

Posted in diritto d'asilo, venezia by larafontani on 2 maggio 2009

foto di ▙G▚i▜A◼L▛L▞O▟ da Flickr (cc)

Una buona notizia, si fa per dire. La Corte europea dei diritti dell’uomo, organo che ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo da parte degli Stati membri, ha ritenuto ammissibili i ricorsi presentati dai 35 cittadini afghani e sudanesi contro lo Stato italiano e greco (vedi articolo su meltingpot.org). Certo, questo non mette la parola fine alle continue violazioni dei diritti umani che sono costretti a subire i migranti, anche minori, alle porte delle nostre frontiere, una fra tutte proprio il vicino porto di Venezia (vedi nostro post sull’argomento).

Ma è proprio grazie al lavoro della rete di associazioni veneziane Tuttiidirittiumanipertutti che, almeno queste 35 persone, hanno potuto fare ricorso alla Corte Europea, contro il trattamento che hanno ricevuto sia alla frontiera italiana, che li ha immediatamente rispediti al mittente, senza nemmeno dar loro il tempo per fare istanza di asilo e senza nemmeno verificare l’età dei minori non accompaganti; sia alla frontiera greca, dove sono stati nuovamente sottoposti a detenzioni arbitrarie, violenze e vessazioni da parte degli organi di polizia.

La situazione è ormai arrivata all’atrofia, la polizia di frontiera non comunica più pubblicamente i quotidiani respingimenti dei migranti, potenziali richiedenti asilo e minori non accompagnati. Per fortuna, sono numerose le associazioni e le organizzazioni non governative ad alzare un coro contro queste gravissime violazioni. Da ricordare che, non più di due settimane fa, anche il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, ha depositato il suo rapporto sulle condizioni in Italia di migranti e richiedenti asilo, sollevando numerose critiche e moniti al governo italiano e alle autorità locali (vedi nostro post sull’argomento).

Per ora le autorità italiane e greche sono sotto inchiesta, e ci auguriamo che un tale “interessamento” europeo possa realmente cambiare le cose, questo significherebbe cambiare la sorte di centinaia di persone.

Grazie a ▙G▚i▜A◼L▛L▞O▟ per la foto.

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Piccoli razzisti crescono, ovvero il razzismo de noaltri

Posted in rassegna media by larafontani on 8 aprile 2009

"Ladybug Ladybug" di Thomas Hawk su Flickr (cc)

Il 25 marzo all’1:10 del “mattino” è cominciata su RaiTre la nuova serie di approfondimenti di Un mondo a colori, con una puntata dedicata al razzismo in Italia, analizzato a partire da fatti recenti di violenza ai danni di persone immigrate. L’evento più grave, dal quale la giornalista e conduttrice Valeria Coiante fa cominciare la discussione, è l’aggressione a Emanuel Bonsu da parte dei vigili urbani, avvenuta a Parma il 29 settembre dell’anno scorso (vedi questo articolo di Repubblica, oppure guarda quest’altra puntata di Un mondo a colori).

L’approfondimento in questione è intitolato proprio “Italiani razzisti?” e le domande a cui Valeria Coiante cerca di  rispondere assieme agli ospiti in studio — Carlo Bovini di Repubblica, Pietro Vulpiani dell’Unar (Ufficio nazionale anti-discriminazione razziale del Dipartimento per le Pari Opportunità), Abdou Ba del Ciac di Parma (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale) — sono: l’Italia è diventata un paese razzista? Esiste un razzismo all’italiana?

Gli invitati sono concordi nell’affermare che l’Italia, in quanto paese, non sia razzista,  dal momento che il razzismo viene teorizzato sistematicamente nel dibattito pubblico. Il giornalista di Repubblica, Carlo Bovini, definisce il razzismo italiano un razzismo di prossimità, un “odio tra gli ultimi”; secondo i dati dell’Unar forniti da Pietro Vulpani, nel 2008 in Italia ci sono stati ben 511 casi denunciati di discriminazione razzista, registrati nell’ambito lavorativo, nell’accesso alla casa o nella quotidiana convivenza condominiale, oppure nei luoghi di contiguità, come i trasporti pubblici e le piazze.

Dal canto suo, Abdou Ba sostiene che siano proprio i legislatori, da qualche anno a questa parte, ad aver introdotto delle pratiche di discriminazione “razziale” — o meglio razzista — che tendono ad aggravare le condizioni di vita degli immigrati; pratiche che farebbero presagire una pericolosa deriva.

In effetti, si parla molto del ruolo dei media nell’indirizzare l’opinione pubblica, nel promuovere un’immagine stereotipata della popolazione immigrata — perché, certamente, le parole sono importanti e lasciano delle impronte, soprattutto se usate da chi ha il “potere della parola”, come segnalano i Giornalisti conto il razzismo che hanno lanciato l’appello “Mettere la bando la parola clandestino (e non solo)” (vedi il nostro post sull’argomento). Ma i media sono davvero il quarto potere? Che ruolo hanno i politici nella definizione delle categorie che tutti noi abitualmente usiamo? Pensiamo allora alla classe  politica, o a certa classe politica, che sta nei luoghi di rappresentanza, in Parlamento, al Governo, o nei consigli e nelle giunte amministrative; pensiamo alle politiche che essa mette in atto e alle dichiarazioni rilasciate che — non di meno — producono degli effetti.

Uno fra tutti, Giancarlo Gentili, vicesindaco di Treviso, che da ottobre è indagato dalla Procura di Venezia per istigazione all’odio razziale (guarda il comizio incriminato). Si potrebbe rispondere che questo è un caso isolato o, almeno, uno dei più estremi: sul fatto che sia isolato non ci giurerei; estremo, sicuramente, rispetto al leit motiv «non sono razzista ma…» che caratterizza gran parte dei discorsi dei politici italiani.

Mi ha chiarito molto le idee un esponente di Forza Nuova con cui intrattenni una discussione, a Treviso, in occasione di una raccolta firme del partito contro un campo rom, pubblicizzata attraverso manifesti come questo. Egli sostenne “pacatamente” che l’Italia dovesse intraprendere una politica di preferenza etnica/razziale, riassumibile nell’espressione “prima gli italiani e poi tutti gli altri”,  nell’accesso ai servizi, nonché ai diritti. Del resto, basta guardarsi un po’ intorno per constatare come le decisioni politiche, oggi, vadano proprio in questa direzione — alcuni esempi: aggravante di clandestinità; permesso di soggiorno a punti e tassato; schedatura degli homeless; censimento con impronte digitali nei “campi nomadi” di Lombardia, Lazio e Campania; abolizione del divieto di segnalazione per il personale medico.

The picture above is by Thomas Hawk (Creative Commons license on Flickr). Thank you!

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L’approccio terapeutico NET oggetto del Seminario “Vulnerabilità e migrazioni forzate”

Posted in diritto d'asilo, eventi e incontri, venezia by Pamela Pasian on 13 marzo 2009

foto di Thomas Klann da Flickr (cc)

Lunedì 2 marzo presso il Palaplip di Mestre si è tenuto il seminario “Vulnerabilità e migrazioni forzate: i servizi psico-sociali rivolti a richiedenti e titolari di protezione internazionale”.
Alla conferenza sono intervenute la Dott.ssa Claudia Catani, psicologa e psicoterapeuta dell’Università di Bielefeld e la Dott.ssa Elisa Danese, psicologa e dottoranda di ricerca presso l’Università di Costanza, entrambe appartenenti all’Associazione VIVO (Victim’s Voice).

Il seminario voleva essere un’occasione per riflettere sulle pratiche di orientamento, accoglienza e aiuto ai richiedenti asilo e rifugiati, vittime di violenze e torture; in special modo si è discusso di un particolare tipo di approccio terapeutico adottabile con persone che manifestano un PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico).
Il PTSD può essere definito come una condizione debilitante conseguente ad un evento terrificante; questo può essere provocato dalla minaccia alla vita della persona stessa, di un familiare o dall’essere stato testimone di atti di violenza. Il post-trauma si manifesta in svariati modi: sotto forma di incubi, insonnia, depressione, sentimenti di distacco o pietrificazione.

L’approccio terapeutico di cui si è discusso e che è adottato da VIVO prende il nome di NET (Terapia dell’Esposizione Narrativa).
La maggioranza delle persone sopravvissute alla violenza organizzata evita di parlare di quello che gli è successo. Questa tendenza a rimanere in silenzio impedisce l’elaborazione emozionale degli eventi ed ostacola inoltre la lotta contro le violazioni dei diritti umani e la persecuzione dei responsabili di atti di tortura e genocidio.
La NET si basa su una procedura definita “Testimony Therapy” (sviluppata da Lira e Weinstein in Cile) in combinazione con delle tecniche di esposizione cognitiva-comportamentale. Il paziente, vittima o testimone di gravi violazioni dei diritti umani, in collaborazione con il terapeuta, può ristabilire i ricordi autobiografici delle esperienze vissute. In questo modo le memorie frammentarie vengono trasformate in una coerente struttura narrativa: una testimonianza. Questa pratica rende possibile l’elaborazione delle emozioni dolorose e permette di far ritrovare al paziente una consapevolezza nell’affrontare la vita che  solitamente porta ad un significativo recupero emozionale.

Alcuni psicologi e psicoterapeuti presenti al Seminario hanno fatto notare come quest’approccio sia uno tra i tanti; appare in ogni caso interessante sottolineare come, anche in questo settore, il continuare a fare ricerca giochi un ruolo determinante per la tutela psicofisica degli individui.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento si consiglia di visitare il sito  www.vivo.org

Thanks to Thomas Klann for the picture!

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Vulnerabilità e migrazioni forzate

Posted in diritto d'asilo, eventi e incontri, notizie, venezia by Pamela Pasian on 25 febbraio 2009

sogni dall'esilio di rinoplatania da Flickr (cc)

Vulnerablità e migrazioni forzate: i servizi psico-sociali rivolti a richiedenti e titolari di protezione Internazionale” è il titolo del seminario organizzato dal Servizio Pronto Intervento Sociale per Non Residenti, Unità Richiedenti Asilo e Rifugiati del Comune di Venezia, in collaborazione con l’Associazione VIVO (Victim’s Voice) e l’Università di Costanza.

Le migrazioni ed in particolar modo le migrazioni forzate costringono gli individui ad abbandonare la propria terra e i propri affetti in modo improvviso e radicale, causando così profondi traumi nelle persone che molto spesso durante l’esperienza migratoria subiscono violenze e torture.

Il seminario, che si terrà lunedì 2 marzo presso il Palaplip di Mestre con inizio alle ore 9.00, vuole essere un’occasione per riflettere sui traumi che i richiedenti protezione internazionale e i rifugiati hanno subìto, e sui percorsi e servizi che necessitano di essere implementati nel territorio per poter offrire un adeguato sostegno a queste persone. Per informazioni scrivere a: rifugiati@comune.venezia.it

Grazie a rinoplatania per la foto!!

Sicurezza di chi?

Posted in eventi e incontri, venezia by enricabordignon on 17 febbraio 2009

sicurezza1

 

In occasione della pubblicazione dell’opuscolo: “Sicurezza di chi? Come combattere il razzismo“, Esodo-Fondazione di partecipazione “Casa dell’Ospitalità”, invita tutta la cittadinanza ad una conversazione tra Nerio Comisso, Sandro Simionato, Gianfranco Bettin e il critico Goffredo Fofi, direttore della rivista “Lo straniero”.

L’evento si terrà venerdì 20 febbraio alle ore 18.00 presso la saletta “Gianni Da Villa” della Casa dell’Ospitalità in via Santa Maria dei Battuti n. 1/d a Mestre (VE).

L’opuscolo, curato da Grazia Naletto dell’Associazione “Gli Asini”, analizza come le politiche della paura abbiano mutato i comportamenti quotidiani, legittimando l’ostilità xenofoba e la violenza razzista. Questa pubblicazione, prevede diversi contributi di esperti in tema di lavoro, di Rom e di linguaggio dell’informazione rispetto l’immigrazione. In conclusione, inoltre, offre un prontuario di buone pratiche contro il razzismo e per i diritti degli immigrati.

Per informazioni telefonate al n. 041.958409.

(Grazie a micampe per la foto!)

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Trattato Italia-Libia: appello ai senatori italiani contro le deportazioni e le violenze a danno dei migranti africani in Libia

Posted in diritto d'asilo, notizie by larafontani on 7 febbraio 2009

sola-andata

Il 3 febbraio si apre al Senato la discussione per l’approvazione del Trattato Italia-Libia.

Con questo appello si vuole rilanciare la petizione contro le deportazioni dei migranti in Libia, promossa dagli autori del film Come un uomo sulla terra e dall’ osservatorio Fortresse Europe ed oggi firmata già da oltre 3500 persone.

Nel Trattato Italia-Libia non è previsto per il governo di Gheddafi alcun obbligo concreto e verificabile di accoglienza, di tutela del diritto d’asilo, di rispetto della dignità umana: la Libia semplicemente li deve “fermare”, non importa come. Questa direzione non fa altro che confermare la riduzione dei migranti a “strumento politico” di cui poter liberamente predisporre. Gheddafi potrà  continuare ad utilizzare i flussi di migranti come strumento di pressione per accrescere il suo potere contrattuale con l’Italia e l’Europa. I migranti, tra i quali vi sono anche molte donne e minori, continueranno a rischiare la vita, tanto nelle carceri, nei container e nei centri della polizia libica, quanto nel deserto e nel mare, che saranno spinti ancor più ad attraversare proprio a causa delle violenze da parte della polizia libica stessa.

In Libia si compiono continue violazioni dei diritti umani fondamentali: arresti indiscriminati, violenze, deportazioni di massa, torture, connivenze tra polizia e trafficanti. Ai migranti, molti dei quali in fuga da paesi in guerra o dittatoriali come Etiopia, Sudan, Eritrea, Somalia, non è garantito alcun diritto, a partire proprio da quelli di asilo e di protezione umanitaria, perché la Libia semplicemente non ha mai aderito alla Convenzione di Ginevra. Per questo alla Libia non può essere affidato con tanta noncuranza e superficialità il compito di “fermare i migranti”. Viene chiesto pertanto che nella discussione al Senato sul Trattato si tenga presente quanto richiesto nella petizione, dove le centinaia di firmatari chiedono che Parlamento Italiano ed Europeo, insieme al Governo Italiano, alla CE e a all’ UNHCR promuovano:

  1. Una commissione di inchiesta internazionale e indipendente sulle modalità di controllo dei flussi migratori in Libia anche in seguito agli accordi bilaterali con il Governo Italiano.
  2. L’avvio rapido, vista l’emergenza della situazione, di una missione internazionale umanitaria in Libia per verificare la condizione delle persone detenute nelle carceri e nei centri di detenzione per stranieri.

Per informazioni e per firmare la petizione visitate: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

(Grazie a raffaelebrustia per la foto)