Migranti a Venezia

Arrivederci al cinema

Posted in eventi e incontri, venezia by Redazione on 21 marzo 2009

"Sincerity-2" by dashananda on Flickr (cc)

Domani, domenica 22 marzo, al Centro Culturale Candiani di Mestre (ore 11 del mattino) verrà proiettato il film “Arrivederci”, alla presenza del regista Valeriu Jereghi.

Questo film, da poco arrivato in Italia, racconta la storia (vera) di due bambini moldavi rimasti soli dopo la partenza dei genitori per il nostro paese, in cerca di lavoro. Girato in bianco e nero, apparentemente con pochi mezzi cinematografici (si tratta di una auto produzione), il lavoro di Jereghi si presenta come un resoconto realistico (nonché duro) della vita quotidiana del fratello e della sorellina, costretti a badare a loro stessi e a procurarsi di che vivere in una povera campagna rurale.

Non a caso, nonostante i riconoscimenti internazionali (Grand Prix al Forum Euroasiatic di Mosca nel novembre 2008; richiesta di visione dal Parlamento Europeo, che ne ha apprezzato “l’alto contenuto sociale”), la pellicola del regista moldavo è stata oggetto di polemiche — soprattutto in patria — per via della cruda rappresentazione che fornisce della società (perlomeno, di una sua parte) del paese dell’Est Europa, terra di forte emigrazione.

La pellicola è rimasta esclusa dai circuiti della grande distribuzione cinematografica; presentata per la prima volta in Italia a Roma il mese scorso grazie al produttore cinematografico Francesco Gagliardi, in queste settimane sta facendo altre tappe in giro per la penisola. La proiezione di domani al Candiani è stata organizzata dal Servizio Immigrazione del Comune di Venezia (Assessorato alle Politiche Sociali e Rapporti con il Volontariato), in collaborazione con le associazioni moldave Dacia, Ritrovo, Nash Mir e A braccia aperte, grazie all’impegno di Oleg Josanu, operatore dello Sportello Associazioni dello stesso Servizio Immigrazione.

Oltre al regista Valeriu Jereghi, sarà presente in sala l’Assessore Sandro Simionato.
Cliccate qui per visualizzare la locandina.

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Riflessioni dal convegno “Salute e popolazioni migranti”

Posted in eventi e incontri by larafontani on 5 marzo 2009

l'attesa foto di bubuchia da Flickr (cc)

Presentiamo qui una breve relazione del convegno “Salute e popolazioni migranti”, tenutosi lo scorso sabato 28 febbraio a Treviso. Possiamo affermare, in guisa di bilancio, che si è trattato di una bella ed emozionante iniziativa.

La volontà degli organizzatori è stata, prima di tutto, di informare sia la cittadinanza italiana che quella immigrata sul tema della salute nel contesto migratorio; nonché di confrontare le opinioni e le pratiche tra le associazioni di migranti, gli operatori del settore sanitario, le ASL della provincia di Treviso e i medici di base. Come afferma Gianni Rasera, presidente di I Care, i rappresentanti politici non sono volutamente stati invitati perché si è sentita la necessità, prima, di un confronto aperto e disteso sul tema.

Gli interventi dei referenti delle associazioni di migranti hanno evidenziato non solo l’assurdità  dell’emendamento sull’abolizione del divieto di segnalazione, contenuto nel Ddl 733, ma anche il bisogno di intervenire nel servizio sanitario nazionale con lo strumento della mediazione linguistico-culturale — un bisogno non solo di traduzione del linguaggio medico specialistico al paziente straniero, ma anche di mediazione nella relazione medico-paziente. Si è parlato inoltre del bisogno di formazione del personale sanitario, per evitare fraintendimenti, e per comprendere fino in fondo i problemi di salute di chi proviene da altre culture.

Tamara Pozdnyakova, presidente di Ucraina più, ha portato l’attenzione sulla condizione delle donne impegnate nel lavoro di cura ed assistenza agli anziani: quando trovano il tempo per la propria salute? Le collaboratrici domestiche sono una categoria molto debole, perché spesso diventano “donne multiuso” (da  badanti a infermiere, a giardiniere, ecc.) e quando non servono più “vengono gettate”.

Il Dott. Aldo Morrone, direttore dell’Istituto nazionale per la salute dei migranti, che ha aperto i lavori della giornata, ha tenuto a riportare la sua attività di “medico dei poveri” all’ospedale S. Gallicano di Roma e le sue passate esperienze in paesi dilaniati dalla guerra, come Eritrea ed Etiopia. Il dottore ha chiamato in causa l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha definito la povertà una malattia: non uno dei fattori o dei condizionamenti della malattia, ma la malattia stessa.

Rispetto all’emendamento, tutti gli intervenuti sono stati d’accordo nel definirlo anticostituzionale e antidemocratico, e i rappresentanti del mondo sanitario (l’Ordine dei medici di Treviso, le Asl, l’Accademia medico-giuridica delle Venezie, la Federazione italiana Medici Medicina Generale) hanno ribadito che nessun medico potrà denunciare una persona clandestina, dal momento che il codice deontologico parla molto chiaro in proposito.

La Dott.ssa Anna Pupo, responsabile del reparto malattie infettive del Servizio Igiene e Salute Pubblica del ULSS 9, ha fatto sapere che da Ottobre è attivo anche in Veneto un GRiS (Gruppo immigrazione e salute), che è un braccio regionale della SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, i cui obiettivi sono:

Essere un luogo d’informazione in particolare sugli aspetti normativi nazionali e locali, sulle iniziative intraprese e sugli ambiti assistenziali attivati; essere un luogo di “messa in rete” di competenze e risorse sia di tipo assistenziali sia formative ed, infine, essere propositivi in termini politico-organizzativi individuando aree critiche ed eventuali percorsi di tutela.

L’intervento di chiusura della giornata è spettato nuovamente al Dott. Aldo Morrone, il quale ha affermato che “bisogna seminare certezze” e che non è assolutamente necessario puntare la discussione sul rischio biologico, come spinge a fare l’emendamento, perché in questo modo si incentiva ancora di più la paura e il sospetto nei confronti della popolazione migrante.

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