Migranti a Venezia

Rivoluzione nel mondo dei pastelli a cera e auguri

Posted in varie ed eventuali by enricabordignon on 27 dicembre 2009

I pastelli a cera Crayola sono tra i più utilizzati al mondo e il loro odore figura tra i 20 odori più riconosciuti dagli adulti americani. A base di cera paraffina e pigmenti di colore nascono nel 1903 dal desiderio dei cugini Edwin Binney e Harold Smith di produrre pastelli per bambini e pur mantenendo immutata la familiare confezione, Crayola ha adeguato e aggiornato costantemente la sua collezione di tinte. La prima scatola di pastelli, venduta a un quarto di dollaro, conteneva al suo interno otto colori: rosso, blu, giallo, verde, viola, arancione, marrone e nero. Tra il 1949 e il 1957 furono aggiunti altri quaranta colori tra i quali albicocca, argento, giallo limone e mais che sarebbero stati eliminati nel 1990 per lasciar spazio ad altri colori ancora. I pastelli fluorescenti, come il rosa e il magenta, sono stati molto popolari negli anni Settanta e Ottanta, mentre nel 1993 fu aggiunto un improbabile colore “maccheroni al formaggio”. Il grande successo dei pastelli Crayola può essere parzialmente ascritto alla capacità di adattarsi alle esigenze di ciascun fruitore e all’aver ascoltato nel tempo i suggerimenti di genitori e insegnanti.

Nel 1962 il color “carne” fu ribattezzato “pesca”, in quanto fu riconosciuto che la pelle umana non sempre è di quel colore. La semplicità di questa intuizione è folgorante e così potente da realizzare una significativa rivoluzione seppur nel mondo dei pastelli a cera!

Sarebbe bello che ogni giorno le persone avessero queste semplici intuizioni che provocano rivoluzioni. Con questo pensiero e rimanendo in tema ci auguriamo che il Natale appena passato sia stato per tutti pieno di colore…e non solo bianco…e che questa policromia ci accompagni davvero a lungo! A tutti buone feste!

Foto di Muscolinos!
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Nero

Posted in eventi e incontri, venezia by Redazione on 27 febbraio 2009

nero

Questa domenica (1° marzo) il Teatro Piccolo Arsenale di Venezia (vedi mappa) ospiterà, dalle 16 alle 20.30, lo spettacolo “NERO-inferno. Trilogia quasi dantesca sicuramente non salvifica” (NERO-hell. Trilogy almost Dantesque, but surely not saving) del Gruppo Ponte Radio, in collaborazione con il Jenin Creative Cultural Centre e La Biennale di Venezia. (Clicca qui per vedere l’elenco completo dei produttori, collaboratori e sostenitori dello spettacolo.)

Si tratta (udite udite!) della prima europea, cui farà seguito l’appuntamento di giovedì 5 marzo allo Haus der Kulturen der Welt di Berlino.

NERO-inferno è il primo episodio di una trilogia (Trilogia quasi dantesca, sicuramente non salvifica) così articolata:

Nero – Palestina Inferno (2008)
Rosso – Berlino Purgatorio (2009)
Bianco – Libano Paradiso (2010)

Una trilogia che, ci dicono gli autori, si propone di “cercare la vita nel sottosuolo”:

Un pezzo di pane in mezzo ad una distesa di sassi
Un condannato a morte in una cella di una prigione
Un neon acceso in una stanza buia
Due innamorati che si baciano sotto un bombardamento
Una chiesa in un paese musulmano
Una moschea in un paese cristiano
Una casbah in mezzo ad una città Europea

Ancora:

Non c’è nessuna intenzione di salvezza nel viaggio di Ponte Radio dalle porte della Palestina agli alberi del Libano, solo un andare incontro alle cose, rapirle e giocarle con gli abitanti di questi luoghi. Un viaggio che parte dal sottosuolo per arrivare alla superficie visibile.
Buffo mettere Dante nelle strade impolverate del Medioriente, tra chiese e moschee, come un bambino che si è perso e se ne va in giro, senza cercare la strada di casa.
Ecco perchè questa nuova avventura di Ponte Radio si diverte a pensare di essere quasi dantesca ma sicuramente non salvifica.

Lo spettacolo NERO-inferno è stato messo in scena per la prima volta a Jenin, in Palestina, il 13 giugno 2008, dal compositore Alessandro Taddei e dall’attore Enrico Caravita di Ponte Radio. Sul palcoscenico si muovono venti bambini, in totale silenzio; portano dei pannelli neri — tutto è nero. Questi pannelli recano scritte delle parole arabe, tra cui la parola bahar, mare. I pannelli sono confini, barriere che si incrociano, si scontrano, cadono; i grafemi arabi si fanno disegno, pittura. (Articolo di Michele Giorgio su il Manifesto Internazionale, 24/6/2008.)
NERO-inferno ha portato il silenzio a Jenin, roccaforte storica dell’Intifada e teatro, nel 2002, di uno dei peggiori episodi della guerra israelo-palestinese (la distruzione, da parte delle ruspe dell’esercito israeliano, di quasi metà del campo profughi). Il silenzio per far riemergere le cose, così come esse sono — i frammenti della vita sovrastati dagli eventi. Nessun intento salvifico: Dante se ne va a spasso ma le pagine rimangono bianche. O nere.

Guarda la galleria fotografica del Gruppo Ponte Radio su Flickr.

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