Migranti a Venezia

Senza voto ronde e Cie

Posted in notizie by enricabordignon on 9 aprile 2009

"amore e odio" di Mo- da Flickr (cc)

I due aspetti del decreto che più hanno fatto discutere in questo periodo: le ronde e l’aumento del periodo di detenzione nei Cie (vedi nostri post sulle ronde e sul decreto) scompaiono dal testo di legge che ieri alla Camera ha ricevuto 397 voti favorevoli e sei contrari. Sono questi gli effetti di uno scrutinio segreto che ha approvato gli emendamenti del Pd e dell’Udc che sopprimono l’articolo 5 che prevedeva la detenzione fino a sei mesi degli immigrati trasportati nei Centri di identificazione.

Secondo il ministro Maroni (vedi articolo del Corriere della Sera), la bocciatura «mette in discussione tutto l’impianto delle politiche di contrasto all’immigrazione. Oggi è una bella giornata per i 1.038 clandestini che il 26 aprile torneranno in libertà. Chiederò chiarimenti a Berlusconi e se intende reintrodurre la norma al Senato. Se non ci saranno queste garanzie, mi regolerò di conseguenza». La parte relativa alle ronde sarà in ogni caso inserita in un apposito disegno di legge in discussione dal 27 aprile. La decisione è arrivata dopo che l’ostruzionismo dell’opposizione aveva di fatto reso impossibile l’approvazione del decreto e costretto a un accordo. Per Casini si tratta di una “vittoria del Parlamento e della sua serietà”; ad altri sembra l’effetto di un eccessivo assenteismo nei banchi della maggioranza che, aggravato dall’abbandono dell’Aula da parte dei deputati della Lega arrabbiata per il “tradimento”, ha successivamente determinato l’approvazione di una mozione del Pd sulle banche e le fondazioni su cui l’esecutivo aveva espresso parere contrario (vedi articolo de La Repubblica).

Significativo un commento di N. Grigion di Progetto Melting Pot Europa (vedi articolo sul sito meltingpot.org): «Chi volesse guardare a questo scenario con gli occhi classici della politologia rischierebbe di impazzire. Chi prova a farlo con quelli dell’ideologia, di ritrovarsi in una visione fantasiosa». In altre parole, sembra a tutti gli effetti una nuova puntata a sorpresa della fiction tra Bossi e Berlusconi che fa tirare un sospiro di sollievo ad almeno 1.038 immigrati.

Grazie a Mo- per la foto.
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Controcorrente

Posted in rassegna media by larafontani on 6 marzo 2009

"A pelo d'acqua" di Frida_Clio su Flickr (cc)

In queste ultime settimane, nei media italiani si è fatto un gran parlare di sicurezza o, il più delle volte, di mancanza di sicurezza a causa della delinquenza immigrata, in particolar modo rumena. Ci pare giusto, allora, riportare alcuni esempi di informazione “controcorrente”, che si sforza di trattare il tema nella sua complessità ed eterogeneità, senza cadere in facili luoghi comuni o sostenere tesi acriticamente assunte.

Rispetto alla presunta (alta) incidenza della popolazione rumena sulla criminalità complessiva del paese, vi invitiamo a guardare la puntata di Otto e mezzo (condotto da Lilli Gruber su La7) dello scorso 24 febbraio, nella quale è intervenuto il prof. Marzio Barbagli, che si occupa da tempo di criminalità immigrata. Questi ha fatto osservare che, se oggi il problema e l’emergenza sono rappresentati dai rumeni, ieri lo erano dagli albanesi e ancora prima dai marocchini; in altre parole, non esiste qualcosa come una maggiore (e connaturata) “tendenza alla devianza” presso una nazionalità di immigrati piuttosto che un’altra. I numeri parlano chiaro, se correttamente contestualizzati ed interpretati: la comunità rumena è attualmente la più numerosa in Italia, seguita da quella albanese e quella marocchina. Inoltre, i dati (seppur significativi) sulla partecipazione di cittadini rumeni in reati come furti, violenze sessuali, rapine e omicidi sono in relazione alla popolazione straniera che delinque, non alla sua totalità.
In studio Laura Vasii, responsabile del patronato INPAL, ha tenuto a sottolineare come i media montino spesso dei casi cavalcando la paura delle persone, quando non la alimentano insieme a talune dichiarazioni di politici — come  quella recente del senatore Piergiorgio Stiffoni (Lega Nord), che ha visto una immediata e severa risposta da parte del Pir (Partito dei romeni in Italia). Criminalizzare un’intera comunità porta con sé gravissime conseguenze, che ricadono prima di tutto sui cittadini “onesti e integrati”, i quali possono arrivare a perdere il lavoro, o avere difficoltà nel trovarlo, fino ad essere vittime di veri e propri atti di violenza razzista.

Di razzismo — e di leggi razziali — si è parlato nella puntata de L’Infedele (condotto da Gad Lerner, sempre su La7) di martedì 17 febbraio, dal titolo molto evocativo “Il passaporto dello stupratore”. Le giornaliste rumene Claudia Stanila e Laura Goldan, presenti in studio, hanno osservato che il clima che si è venuto a creare nel nostro paese è altamente discriminatorio e persecutorio nei confronti della comunità tutta dei rumeni in Italia. Osservazione condivisa dal vicedirettore di Famiglia Cristiana Alberto Bobbio, secondo il quale l’Italia starebbe progressivamente scivolando nel baratro della xenofobia e del razzismo, con provvedimenti che richiamano sinistramente le leggi razziali del 1938.

L’argomento è ripreso da Gad Lerner nel suo articolo pubblicato da Repubblica lunedì 23 febbraio, “A piccoli passi verso l’inciviltà”, dove si legge:

Il decreto governativo (…) propone agli italiani di militarizzarsi nell’ambito di un “Piano straordinario di controllo del territorio” fondato sul concetto di “sicurezza partecipata”. I benpensanti minimizzeranno, come già hanno fatto con le “classi ponte” per i bambini stranieri, i cancelli ai campi rom, l’incoraggiamento a denunciare i pazienti ospedalieri sprovvisti di documenti regolari. Cosa volete che sia? Norme analoghe sono in vigore altrove, si obietta. Mica vorremo passare per amici degli stupratori? Così, un passo dopo l’altro, in marcia dietro allo stendardo popolare della castrazione chimica, cresce l’assuefazione all’inciviltà.

Grazie a Frida_Clio per la foto!